Ripresa economica
Ripresa economica

La ripresa economica dell’Italia sembra aver subito una nuova battuta di arresto. Dopo un primo trimestre incoraggiante, con il mese di maggio tornano a manifestarsi nuovi elementi di incertezza che potrebbero mettere in discussione la stabilità e la durata dei risultati già raggiunti. A destare maggiori preoccupazioni sono gli effetti che questo calo potrebbe esercitare sulle famiglie e sulle imprese italiane. La prudenza e la tendenza ad accumulare riserve per un futuro, evidentemente incerto, hanno determinato nel corso degli ultimi tempi un aumento delle richieste di prodotti per il risparmio. A tal proposito, coloro che fossero alla ricerca di una soluzione sicura e conveniente potrebbe ad esempio valutare i conti deposito e le condizioni proposte dai comparatori come SuperMoney, uno strumento semplice ed affidabile per monitorare le proposte del mercato.

Nuove incertezze sulla ripresa economica

Secondo i dati presentati da Confcommercio il percorso di ripresa economica del Paese avrebbe subito nel mese di maggio una battuta di arresto dopo un primo trimestre incoraggiante. La crescita del Pil e l’aumento del tasso di occupazione lasciavano riscontrare già alla fine del mese di marzo avevano convinto le istituzioni delle bontà dei loro interventi. Ma i dati di maggio relativi al calo di fiducia delle imprese e delle famiglie italiane hanno messo un subito un freno all’entusiasmo.

Secondo gli studi di Confcommercio le cause alla base di questo improvviso cambio di rotta sarebbero da attribuire alla crescente pressione fiscale e al contesto sfavorevole in cui si trovano le imprese italiane, vere protagoniste della crescita economica del Paese. Le previsioni di crescita per il 2015 ruoterebbero attorno ai valori dell’1.1%, mentre quelle per il 2016 attorno all’1.4%. Ma il raggiungimento di questi obiettivi sarebbe comunque vincolato all’attuazione di interventi trasparenti e rassicuranti da parte delle istituzioni, che dovrebbero mirare principalmente alla riconquista del clima di fiducia.

Gli interventi necessari

“Le dinamiche attese per il biennio – si precisa in una nota dello studio – favoriranno solo un moderato recupero di quanto perso negli anni della recessione in termini di produzione di ricchezza, di reddito disponibile e di consumi delle famiglie”. Bisognerà quindi puntare su riforme in grado di incentivare la produzione mantenendo però dei livelli costanti e dei risultati duraturi, rilanciando le iniziative imprenditoriali. La speranza per il prossimo biennio e recuperare il saldo negativo maturato nel corso del lungo periodo di crisi, con una particolare attenzione verso le regioni del Sud duramente penalizzate dalla crisi dove si registra la più alta concentrazione di poveri.

 

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