Il diritto a ottenere un risarcimento per un danno subito a causa di un errore medico è soggetto a termini di prescrizione precisi. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: il conteggio del tempo utile per agire legalmente non parte da un eventuale aggravamento della patologia, ma dal momento in cui il paziente acquisisce una consapevolezza sufficiente del danno e della sua possibile origine da una condotta sanitaria inadeguata.

Il principio della “percezione del danno”

La legge stabilisce che un diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla normativa. Nel contesto della responsabilità medica, la questione cruciale è stabilire da quale giorno inizi a decorrere questo termine. Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, il cosiddetto dies a quo (giorno di partenza) della prescrizione coincide con il momento in cui il paziente percepisce, o avrebbe potuto percepire usando l’ordinaria diligenza, l’esistenza di un danno ingiusto riconducibile all’operato del medico o della struttura sanitaria.

Questa “percezione” non richiede una certezza medico-legale assoluta, ma una consapevolezza informata che permetta al danneggiato di comprendere tre elementi essenziali:

  • L’esistenza di una patologia o di una lesione.
  • La natura di danno ingiusto, ovvero la sua anormalità rispetto alle normali conseguenze di un trattamento.
  • Il nesso causale tra il danno subito e la condotta del sanitario.

Di conseguenza, il termine per richiedere il risarcimento non inizia a decorrere finché la vittima non è in grado di associare il proprio stato di salute a un possibile errore medico.

Il caso esaminato dalla Cassazione

Il principio è stato riaffermato in un caso specifico riguardante un paziente che, a seguito di un intervento chirurgico per una frattura nel 1991, aveva subito una lesione neurologica. Tale lesione era stata confermata durante un secondo intervento eseguito in Francia nel 1992. Il paziente, tuttavia, aveva avviato l’azione legale per il risarcimento molti anni dopo, sostenendo che il termine di prescrizione dovesse decorrere solo dal 2016-2017, anni in cui le sue condizioni di salute si erano aggravate.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano respinto la richiesta, ritenendo che il diritto al risarcimento fosse ormai prescritto. Secondo i giudici, già nel 1992 il paziente aveva elementi sufficienti per comprendere, con l’ordinaria diligenza, la natura della lesione e la sua potenziale riconducibilità al primo intervento. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando inammissibile il ricorso e sottolineando che l’aggravamento successivo di una patologia già nota non sposta in avanti la data di decorrenza della prescrizione.

Cosa significa per i diritti dei pazienti

Questa interpretazione ha implicazioni pratiche molto importanti per chi ritiene di aver subito un danno a causa di malpractice medica. È fondamentale comprendere che l’attesa può compromettere irrimediabilmente il diritto a essere risarciti. Per tutelarsi efficacemente, i pazienti dovrebbero seguire alcune linee guida:

  • Agire tempestivamente: Non appena si ha il sospetto che un problema di salute sia la conseguenza di un errore medico, è cruciale attivarsi per approfondire la situazione.
  • Raccogliere la documentazione: Richiedere e conservare una copia completa della propria cartella clinica e di tutta la documentazione sanitaria è il primo passo indispensabile per qualsiasi valutazione.
  • Non attendere l’aggravamento: Se il danno è già percepibile, anche se non nella sua massima gravità, il tempo per agire legalmente sta già scorrendo. Attendere un peggioramento futuro è un rischio che può portare alla perdita del diritto.
  • Consultare esperti: Rivolgersi a professionisti specializzati in materia di responsabilità sanitaria è essenziale per valutare la fondatezza del caso e comprendere i termini legali da rispettare.

In conclusione, la consapevolezza del danno e della sua possibile causa è il vero punto di partenza per la tutela dei propri diritti. Ignorare i segnali o rimandare le verifiche può avere come unica conseguenza l’impossibilità di ottenere giustizia per il danno subito.

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Di admin