La procedura di sfratto, sia per morosità che per finita locazione, rappresenta un momento complesso e delicato per l’inquilino. Una delle fasi più temute è l’arrivo dell’ufficiale giudiziario presso l’abitazione. Tuttavia, è importante sapere che il primo accesso non coincide quasi mai con l’esecuzione forzata. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di un passaggio formale ma fondamentale, che serve a sondare la situazione e a stabilire i passi successivi.

La procedura che precede il primo accesso

Prima che l’ufficiale giudiziario si presenti alla porta, si sono già conclusi diversi passaggi legali. Comprendere questa sequenza aiuta a contestualizzare l’intervento. L’iter tipico prevede:

  1. Convalida dello sfratto: Un giudice, dopo aver verificato la regolarità della richiesta del proprietario (locatore), emette un’ordinanza che convalida lo sfratto e fissa una data per il rilascio dell’immobile.
  2. Notifica dell’atto di precetto: Se l’inquilino (conduttore) non lascia l’abitazione entro la data stabilita, il locatore, tramite il suo avvocato, gli notifica un atto di precetto. Questo documento è un’intimazione formale a liberare l’immobile entro 10 giorni, avvisando che in caso contrario si procederà con l’esecuzione forzata.
  3. Preavviso di sfratto: Trascorsi inutilmente i 10 giorni, l’avvocato del proprietario richiede l’intervento dell’ufficiale giudiziario. Viene quindi notificato all’inquilino il cosiddetto “preavviso di sfratto”, un avviso che comunica la data e l’ora esatte in cui l’ufficiale giudiziario si recherà presso l’immobile per il primo accesso.

Cosa accade concretamente durante il primo accesso

Il giorno stabilito, l’ufficiale giudiziario si presenta all’indirizzo indicato. Contrariamente all’immaginario comune, in questa prima fase agisce quasi sempre da solo, senza l’ausilio della forza pubblica (polizia o carabinieri) o di un fabbro. Lo scopo di questo primo intervento non è quello di forzare l’uscita dell’inquilino, ma di verificare la sua disponibilità a collaborare.

Gli scenari possibili sono principalmente tre:

  • L’inquilino non è in casa: L’ufficiale giudiziario lascia un avviso nella cassetta delle lettere e redige un verbale di accesso negativo. Successivamente, verrà fissata una nuova data.
  • L’inquilino apre e collabora: Se l’inquilino acconsente a lasciare l’immobile spontaneamente, l’ufficiale giudiziario redige un verbale di avvenuto rilascio e il proprietario rientra in possesso della sua abitazione. Questa è l’ipotesi meno frequente.
  • L’inquilino si rifiuta di lasciare l’immobile: Se l’inquilino dichiara di non poter o non voler andarsene, ad esempio perché non ha trovato un’altra sistemazione, l’ufficiale giudiziario non può usare la forza. Si limita a prendere atto del rifiuto, a redigere un verbale negativo e a fissare una data per un secondo accesso, avvisando che in quella occasione potrebbe essere necessario l’uso di mezzi coercitivi.

In sostanza, il primo accesso si risolve quasi sempre in un rinvio. La sua funzione è diventata quella di un ultimo avvertimento formale e di una valutazione delle eventuali criticità presenti, come la presenza di minori, anziani o persone con disabilità.

Dal secondo accesso all’esecuzione forzata

Se il primo accesso ha avuto esito negativo, la procedura prosegue. Per il secondo accesso, l’ufficiale giudiziario può richiedere il supporto della forza pubblica per garantire che tutto si svolga in sicurezza e senza tensioni. Può inoltre essere autorizzato a farsi assistere da un fabbro per aprire la porta nel caso in cui l’inquilino si rifiuti di collaborare o sia assente.

In questa fase, l’esecuzione diventa concreta: l’inquilino viene invitato a lasciare l’immobile con i suoi effetti personali. Una volta liberati i locali, il proprietario viene formalmente “immesso nel possesso” dell’abitazione e le serrature vengono cambiate. Tutte le spese relative all’esecuzione forzata sono a carico dell’inquilino sfrattato.

Diritti e tutele per l’inquilino

Anche in una situazione così difficile, l’inquilino ha dei diritti e delle tutele. È fondamentale mantenere la calma e non opporre mai resistenza fisica all’ufficiale giudiziario, un comportamento che potrebbe avere conseguenze penali.

Ecco alcuni punti importanti da considerare:

  • Dialogo e trasparenza: Comunicare con l’ufficiale giudiziario è essenziale. Spiegare la propria situazione, specialmente la presenza di persone vulnerabili (bambini, anziani, malati), può indurlo a concedere un ulteriore, breve rinvio per ragioni umanitarie.
  • Beni mobili: Se lo sfratto viene eseguito, l’inquilino ha diritto a portare via i propri beni. Qualora non fosse possibile farlo immediatamente, i beni vengono solitamente lasciati in custodia o si stabilisce un termine per il loro recupero.
  • Verifica degli atti: L’inquilino ha il diritto di chiedere all’ufficiale giudiziario di visionare il titolo esecutivo, ovvero l’ordinanza del giudice che ha convalidato lo sfratto.

Affrontare uno sfratto è un’esperienza stressante, ma conoscere la procedura permette di gestirla con maggiore consapevolezza, evitando errori che potrebbero aggravare la situazione.

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Di admin