Il “gang stalking”, noto anche come stalking di gruppo o stalking organizzato, è un fenomeno complesso in cui una persona si sente vittima di atti persecutori sistematici e coordinati, messi in atto da un gruppo di individui. Chi vive questa esperienza, spesso definito “Individuo Bersaglio” (dall’inglese Targeted Individual), percepisce di essere costantemente seguito, sorvegliato e molestato in ogni aspetto della propria vita, dal lavoro alle relazioni personali.

Le caratteristiche del presunto stalking di gruppo

Le testimonianze di chi si ritiene vittima di gang stalking descrivono un’ampia gamma di attività vessatorie, spesso condotte in modo da apparire come coincidenze o eventi casuali agli occhi di osservatori esterni. L’obiettivo percepito è quello di isolare la vittima, destabilizzarla psicologicamente e distruggere la sua credibilità e la sua vita sociale. Le tattiche riportate includono diverse forme di molestia.

  • Sorveglianza costante: Pedinamenti a piedi o in auto, monitoraggio delle comunicazioni online e installazione di dispositivi di sorveglianza.
  • Molestie psicologiche: Diffusione di calunnie e pettegolezzi tra vicini, colleghi e familiari per screditare la persona e creare un ambiente ostile.
  • Sabotaggio quotidiano: Atti volti a interferire con la vita di tutti i giorni, come danneggiare la proprietà, creare problemi sul posto di lavoro o ostacolare le relazioni interpersonali.
  • Molestie elettroniche: Alcune vittime denunciano l’uso di presunte “armi a energia diretta” o “armi psicotroniche” per causare disagio fisico e psicologico, oltre a forme più comuni di cyberstalking.

Queste azioni, se considerate singolarmente, potrebbero sembrare di lieve entità, ma la loro ripetizione sistematica e coordinata genera nella vittima un profondo stato di ansia, paura e impotenza.

La prospettiva psicologica e il ruolo delle comunità online

Il fenomeno del gang stalking è oggetto di un acceso dibattito. Mentre la sofferenza di chi denuncia tali esperienze è innegabile, la comunità scientifica e psicologica tende a interpretare queste narrazioni con grande cautela. Molti esperti collegano la percezione di essere un “Individuo Bersaglio” a condizioni psicologiche come disturbi deliranti o forme di paranoia, in cui la persona interpreta eventi casuali come parte di una cospirazione organizzata ai suoi danni.

Uno dei pochi studi accademici sull’argomento, condotto da Sheridan e James nel 2015, ha analizzato le denunce di stalking di gruppo, concludendo che la maggior parte dei casi esaminati mostrava forti indicatori di pensiero delirante. Questo non nega la realtà del disagio vissuto, ma ne offre una cornice interpretativa diversa.

Un ruolo cruciale è svolto dalle comunità online. Da un lato, i forum e i gruppi social dedicati offrono uno spazio di supporto e condivisione per persone che si sentono isolate e incomprese. Dall’altro, questi stessi spazi possono funzionare come “camere dell’eco”, rafforzando e strutturando le convinzioni persecutorie senza un confronto con la realtà esterna, un fenomeno che può aggravare lo stato di isolamento e angoscia.

Cosa fare e quali tutele legali esistono

Affrontare una situazione percepita come gang stalking è estremamente difficile. Dal punto di vista legale, il “gang stalking” non è configurato come un reato specifico nel codice penale italiano. Tuttavia, le singole azioni che lo compongono possono costituire reati perseguibili.

Se ritieni di essere vittima di atti persecutori, anche se sembrano provenire da più persone, è fondamentale agire in modo strutturato:

  1. Documentare ogni episodio: Tieni un diario dettagliato, annotando data, ora, luogo, descrizione dell’evento e, se possibile, le persone coinvolte. La precisione è essenziale per dare concretezza ai tuoi sospetti.
  2. Raccogliere prove materiali: Conserva qualsiasi prova tangibile, come fotografie, video, registrazioni audio (nel rispetto della legge), email, messaggi, screenshot di profili social o qualsiasi altro elemento che possa supportare la tua denuncia.
  3. Presentare una querela: Rivolgiti alle Forze dell’Ordine (Polizia o Carabinieri) per sporgere querela. I reati configurabili possono essere diversi, tra cui atti persecutori (art. 612-bis c.p.), molestie, minacce, diffamazione o danneggiamento.
  4. Cercare supporto professionale: È consigliabile consultare un avvocato per valutare la strategia legale più appropriata. Parallelamente, data l’enorme pressione psicologica, è importante cercare il supporto di un professionista della salute mentale per gestire lo stress, l’ansia e il senso di isolamento.

La sfida principale in sede legale consiste nel dimostrare non solo i singoli atti, ma anche il presunto coordinamento tra i diversi autori, un compito che richiede un solido impianto probatorio.

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