La responsabilità di chi possiede o custodisce un cane va ben oltre l’affetto e la cura quotidiana. Si tratta di un dovere giuridico che impone di adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare che l’animale possa causare danni a terzi. Una sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito questo principio, confermando la condanna per lesioni colpose a carico di una donna il cui cane, fuggito dal cancello di casa, aveva morso un passante.

Il caso: una fuga e le sue conseguenze legali

La vicenda esaminata dalla Suprema Corte riguarda un episodio purtroppo comune: durante l’apertura del cancello automatico di un’abitazione, un cane di grossa taglia è riuscito a uscire rapidamente dal cortile e ha aggredito un passante che camminava per strada con il suo cagnolino. L’aggressione ha causato ferite alla persona e al suo animale. I giudici hanno ritenuto la padrona del cane colpevole del reato di lesioni colpose, stabilendo che non aveva adottato le misure adeguate a prevenire l’incidente. La sua condotta omissiva, ovvero il non aver controllato e trattenuto l’animale in un momento critico come l’apertura di un varco verso l’esterno, è stata identificata come la causa diretta dell’evento.

Chi è responsabile? Non solo il proprietario

Un punto fondamentale chiarito dalla giurisprudenza è che la responsabilità per i danni causati da un animale non è legata esclusivamente alla proprietà legale. La legge parla di “detentore”, ovvero chiunque abbia in quel momento la custodia e il controllo dell’animale. Questo significa che la responsabilità può ricadere anche su un familiare, un amico o un pet sitter a cui il cane è stato affidato.

Chi ha l’animale in custodia assume una “posizione di garanzia”, un obbligo di proteggere gli altri da possibili pericoli derivanti dall’animale stesso. Questo dovere impone di governare l’animale in modo adeguato e di adottare tutte le cautele necessarie per impedire che possa nuocere a persone o cose. Non è sufficiente affermare di non essere il proprietario registrato all’anagrafe canina per sottrarsi alle proprie responsabilità.

Le cautele necessarie e la prevedibilità del pericolo

Cosa significa, in pratica, adottare le “opportune cautele”? La Cassazione ha sottolineato che la pericolosità di un animale non riguarda solo le razze considerate aggressive o gli esemplari con un passato di violenza. Qualsiasi cane, anche quello domestico e solitamente mansueto, può avere reazioni imprevedibili dettate dalla paura, dall’istinto territoriale o da altri stimoli. Il detentore ha il dovere di prevedere questi possibili comportamenti in base alla comune esperienza.

Le misure da adottare includono, ma non si limitano a:

  • Assicurarsi che recinzioni, cancelli e porte siano sempre ben chiusi e a prova di fuga.
  • Prestare la massima attenzione durante le fasi di entrata e uscita dalla proprietà, trattenendo fisicamente l’animale se necessario.
  • Utilizzare sempre il guinzaglio nelle aree pubbliche o aperte al pubblico.
  • Valutare correttamente il carattere e le reazioni del proprio cane in presenza di estranei o altri animali.

Il solo fatto che il cane si trovi all’interno di una proprietà privata recintata non è sufficiente a escludere la colpa se la recinzione non è idonea a impedire la fuga.

Cosa rischia chi omette la custodia

L’omessa custodia di un animale che causa danni a terzi può avere conseguenze significative sia in ambito penale che civile. Dal punto di vista penale, se una persona viene ferita, si configura il reato di lesioni colpose, punito dal codice penale. La colpa consiste proprio nella negligenza, imprudenza o imperizia nel custodire l’animale.

Dal punto di vista civile, il detentore del cane è tenuto a risarcire tutti i danni causati. Questo include:

  • Le spese mediche sostenute dalla vittima.
  • Il danno biologico (lesione dell’integrità psicofisica).
  • Il danno morale per la sofferenza patita.
  • Le spese veterinarie per la cura di altri animali eventualmente feriti.
  • Eventuali danni a oggetti, come vestiti o altri beni personali.

La responsabilità civile per danni da animali è molto severa e prevede una presunzione di colpa a carico del custode, che può essere superata solo dimostrando il “caso fortuito”, ovvero un evento imprevedibile e inevitabile che ha causato l’incidente.

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Di admin