L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto nuove e specifiche regole per l’implementazione dei sistemi di verifica dell’età, noti come “age verification”. Questa misura, prevista dal Decreto Caivano, mira a proteggere i minori dall’accesso a contenuti pornografici e inappropriati disponibili online, stabilendo obblighi precisi per i gestori di siti web e piattaforme di condivisione video.

Come funziona il sistema di verifica dell’età

Il meccanismo di verifica dell’età imposto da Agcom si basa su un principio fondamentale: la tutela della privacy dell’utente attraverso il “doppio anonimato”. Questo sistema garantisce che né i dati personali dell’utente vengano condivisi con il sito per adulti, né il fornitore del servizio di verifica venga a conoscenza del sito che l’utente intende visitare.

Il processo si articola in tre passaggi chiave:

  1. Verifica iniziale: L’utente deve dimostrare la propria maggiore età a un soggetto terzo certificatore, autorizzato a svolgere questa funzione. Questa operazione avviene una sola volta e non è legata a uno specifico sito.
  2. Ottenimento della prova: Una volta verificata l’età, l’utente riceve una “prova” digitale, come un codice o un token anonimo, che attesta la sua maggiore età senza rivelare la sua identità.
  3. Accesso al sito: Per accedere al sito con contenuti per adulti, l’utente fornisce unicamente questa prova anonima. La piattaforma riceve solo la conferma che l’utente è maggiorenne, senza accedere a nessun dato personale come nome, foto o documenti d’identità.

Questo approccio impedisce la creazione di registri che colleghino l’identità di una persona ai siti per adulti che visita, proteggendo così la riservatezza e la sicurezza dei dati personali.

Soggetti obbligati e scadenze

L’obbligo di implementare un sistema di verifica dell’età riguarda tutti i gestori di siti web e le piattaforme di condivisione video che diffondono contenuti pornografici accessibili dall’Italia. L’Autorità ha stilato una lista, soggetta ad aggiornamenti periodici, dei soggetti tenuti ad adeguarsi.

Le tempistiche per l’implementazione variano a seconda della sede legale del fornitore:

  • Gestori stabiliti in Italia: Devono dotarsi di sistemi di verifica conformi entro sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento originale.
  • Gestori non stabiliti in Italia: Hanno a disposizione tre mesi dalla pubblicazione della lista che li include per implementare le misure richieste.

L’inserimento nella lista dei soggetti obbligati avviene se si soddisfa almeno uno dei criteri stabiliti da Agcom, come l’uso prevalente della lingua italiana, un numero significativo di utenti in Italia o la realizzazione di ricavi sul territorio nazionale.

Vigilanza e sanzioni per i trasgressori

Agcom ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione delle norme e di intervenire in caso di inadempienza. La procedura di controllo può essere avviata d’ufficio o su segnalazione di cittadini e associazioni.

In caso di violazione, l’Autorità può:

  • Inviare una diffida: Contestare la violazione e ordinare al gestore di adeguarsi entro un termine di venti giorni.
  • Disporre il blocco del sito: Se il gestore non si adegua alla diffida, Agcom può ordinare il blocco dell’accesso al sito o alla piattaforma per gli utenti italiani. Il blocco rimane attivo fino al ripristino della conformità.
  • Applicare sanzioni economiche: Sono previste multe che possono arrivare fino a 250.000 euro per i trasgressori.

Cosa possono fare i consumatori

I cittadini svolgono un ruolo attivo nel garantire il rispetto delle regole. Chiunque noti che un sito o una piattaforma con contenuti per adulti non ha implementato un sistema di verifica dell’età adeguato può segnalarlo direttamente all’Agcom. Le segnalazioni possono essere inviate tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) o utilizzando gli appositi sistemi digitali messi a disposizione dall’Autorità sul proprio sito istituzionale. Questa collaborazione è fondamentale per rendere la navigazione online più sicura per i minori.

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Di admin