La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di lesioni personali colpose a carico del proprietario di un pastore tedesco che, dopo essere fuggito dal proprio recinto, ha morso una bambina. Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: la responsabilità legale per la custodia di un animale ricade sempre sul suo proprietario, anche quando non vi sono testimoni diretti dell’aggressione.

La vicenda e il percorso giudiziario

I fatti risalgono a un episodio in cui un cane di razza pastore tedesco, uscito da un’apertura nella recinzione di un terreno privato, ha raggiunto una minore che si trovava nei pressi di una fermata dell’autobus, aggredendola e mordendola. Le lesioni riportate dalla vittima sono state giudicate guaribili in sette giorni. Il proprietario dell’animale è stato condannato in primo e secondo grado al pagamento di una multa per lesioni personali colpose, una decisione poi confermata in via definitiva dalla Cassazione con la sentenza n. 29856/2022.

La difesa dell’imputato si basava principalmente sull’assenza di testimoni oculari che avessero assistito direttamente al momento del morso. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto le prove raccolte sufficienti e coerenti per stabilire la sua colpevolezza.

La responsabilità per omessa custodia di animali

Il cuore della decisione legale risiede nel concetto di omessa custodia. Il proprietario di un animale ha il dovere giuridico di adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare che questo possa arrecare danno a terzi. La colpa, in questo caso, è stata identificata nella mancata vigilanza e nella negligenza che hanno permesso al cane di uscire dalla proprietà e di vagare sulla pubblica via senza controllo.

Anche in assenza di testimoni diretti, la condanna è stata motivata da una serie di elementi probatori ritenuti attendibili e convergenti. Tra questi:

  • La descrizione dettagliata del luogo dell’incidente, inclusa la presenza di un terreno recintato con una piccola apertura.
  • La testimonianza della madre della vittima, di un operatore sanitario e di un Maggiore della Polizia Municipale, intervenuti subito dopo l’accaduto.
  • L’identificazione di due cani all’interno del recinto, uno dei quali un pastore tedesco, entrambi risultati di proprietà dell’imputato.
  • La coerenza e la credibilità complessiva delle dichiarazioni rese, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti in modo logico e lineare.

La Cassazione ha quindi stabilito che la motivazione dei giudici di merito era solida e non viziata, respingendo il ricorso dell’imputato e rendendo la condanna definitiva.

Cosa fare in caso di aggressione da parte di un animale

Episodi come questo evidenziano l’importanza di conoscere i propri diritti e le azioni da intraprendere in caso si diventi vittima dell’aggressione di un animale. È fondamentale agire tempestivamente per tutelare la propria salute e far valere le proprie ragioni.

Ecco i passi consigliati:

  1. Cure mediche immediate: La prima priorità è recarsi al pronto soccorso o dal proprio medico per ricevere le cure necessarie. È essenziale farsi rilasciare un referto medico che documenti in dettaglio le lesioni subite, la prognosi e le terapie prescritte. Questo documento sarà una prova cruciale.
  2. Identificazione dell’animale e del proprietario: Se possibile, è importante identificare l’animale responsabile e risalire al suo proprietario. Raccogliere informazioni come la razza, il colore, la taglia del cane e il luogo dove è avvenuta l’aggressione può essere di grande aiuto.
  3. Segnalazione alle autorità: L’incidente deve essere denunciato alle autorità competenti, come la Polizia Locale, i Carabinieri o il servizio veterinario dell’ASL. La denuncia avvia l’iter per l’accertamento delle responsabilità.
  4. Ricerca di testimoni: Se altre persone hanno assistito all’aggressione, è utile chiedere i loro dati di contatto. Le loro testimonianze possono rafforzare la propria posizione in sede legale.

Il proprietario dell’animale è responsabile sia civilmente, per il risarcimento di tutti i danni (biologici, morali e materiali), sia penalmente, qualora l’aggressione integri un reato come quello di lesioni personali.

La sentenza della Cassazione serve da monito: possedere un animale comporta doveri precisi. La corretta custodia non è solo un atto di responsabilità verso il proprio animale, ma un obbligo di legge per garantire la sicurezza della collettività.

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Di admin