L’impiego di droni è diventato sempre più comune in molti settori, incluso quello delle investigazioni private. Questi strumenti offrono nuove possibilità per le attività di osservazione e pedinamento, ma sollevano importanti questioni legali legate alla tutela della privacy e dei dati personali. La normativa, in rapida evoluzione tecnologica, presenta ancora delle aree grigie, rendendo fondamentale agire con cautela e nel rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.

Droni e investigazioni: i limiti della privacy

Il punto centrale che regola l’uso dei droni da parte di soggetti privati, inclusi gli investigatori, è il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Secondo la normativa, il trattamento di dati personali, come le immagini che ritraggono persone identificabili, è lecito solo se si ottiene il consenso esplicito degli interessati. Nelle attività investigative, ottenere tale consenso è chiaramente impossibile.

Di conseguenza, le riprese aeree sono ammesse solo a condizione che le persone riprese non siano riconoscibili. Questo può avvenire se la distanza è tale da non permettere l’identificazione o se i volti vengono oscurati digitalmente. Qualsiasi ripresa che catturi dettagli identificativi senza consenso costituisce una violazione.

In generale, vige il principio secondo cui è lecito documentare solo ciò che è visibile a occhio nudo da un luogo pubblico. L’uso di strumenti che potenziano la vista per superare le barriere fisiche della privacy è considerato un’intrusione illecita. Questo include:

  • Droni che sorvolano proprietà private per guardare all’interno.
  • Teleobiettivi, binocoli o visori notturni usati per spiare.
  • Qualsiasi tecnologia che permetta di vedere oltre recinzioni, siepi o all’interno di abitazioni.

L’attività di osservazione: cosa è lecito e cosa no

L’uso di un drone per osservare cosa accade all’interno di un’abitazione privata, ad esempio in un appartamento a un piano alto o in un giardino recintato, configura una violazione della privacy. Queste azioni possono integrare il reato di interferenze illecite nella vita privata, poiché superano le naturali difese poste a protezione della sfera personale.

Non è permesso utilizzare un drone per raccogliere immagini di:

  • Persone sui balconi o terrazzi privati.
  • Attività svolte all’interno di cortili condominiali non visibili dalla strada.
  • Targhe di veicoli parcheggiati in aree private.
  • Qualsiasi situazione che una persona ragionevolmente considera privata e non esposta al pubblico.

Ogni azione finalizzata ad aggirare le misure di protezione della riservatezza, come una recinzione o le mura di un edificio, è illegittima e le prove raccolte in questo modo sono inutilizzabili in un eventuale procedimento giudiziario.

Il pedinamento con il drone: un’alternativa al GPS?

Un altro ambito di applicazione è il pedinamento. Ci si chiede se un drone possa essere usato come un GPS per seguire gli spostamenti di una persona. La legge non si esprime in modo esplicito, ma l’orientamento prevalente suggerisce che l’uso è possibile, ma con limiti molto stringenti.

Il drone può essere considerato uno strumento di supporto, simile a un localizzatore GPS, per conoscere la posizione del soggetto. L’investigatore può usare questa informazione per avvicinarsi e documentare personalmente, da un luogo pubblico e con i propri occhi, i fatti di interesse. Ad esempio, il drone può comunicare che il soggetto è entrato in un determinato edificio, ma non può filmare chi incontra all’interno.

È fondamentale che l’investigatore non utilizzi le riprese aeree come prova diretta. Una foto o un video scattato dall’alto rivelerebbe immediatamente la modalità di acquisizione, dimostrando la potenziale violazione della privacy. La documentazione finale deve essere prodotta dall’operatore a terra, nel pieno rispetto dei limiti di ciò che è visibile pubblicamente.

Tutele per i consumatori e cosa fare

Se sospetti di essere spiato da un drone, è importante sapere che la legge ti tutela. La raccolta di immagini o informazioni sulla tua vita privata senza consenso è un’attività illecita. Le prove ottenute in questo modo non solo sono inutilizzabili in tribunale, ma possono esporre l’investigatore e il suo cliente a conseguenze legali, sia civili che penali.

Se ti senti vittima di un’intrusione, puoi segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine, fornendo tutti i dettagli possibili. La violazione della privacy è un reato e come tale va perseguito. Un’indagine condotta con metodi illegali può essere contestata e invalidata.

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Di admin