La situazione di conflitto in Ucraina ha reso necessarie misure straordinarie per proteggere i diritti dei cittadini, inclusi quelli dei pensionati che ricevono prestazioni dall’INPS pur risiedendo all’estero. In questo contesto, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha introdotto importanti modifiche alla procedura di accertamento dell’esistenza in vita, un controllo periodico obbligatorio per chi riscuote la pensione fuori dall’Italia.

Cos’è l’accertamento dell’esistenza in vita?

L’accertamento dell’esistenza in vita è una verifica periodica che l’INPS, tramite un istituto di credito convenzionato come Citibank NA, richiede ai pensionati residenti all’estero. Lo scopo è semplice ma fondamentale: confermare che il titolare della pensione sia ancora in vita e prevenire così erogazioni indebite e frodi. La procedura standard prevede l’invio di un modulo che il pensionato deve compilare, firmare e far validare da un’autorità riconosciuta, come un funzionario consolare, per poi restituirlo alla banca.

La procedura standard in caso di mancata risposta

In condizioni normali, il mancato completamento della verifica dell’esistenza in vita entro i termini stabiliti ha conseguenze precise e severe. Il processo di sospensione del pagamento segue solitamente questi passaggi:

  • Pagamento localizzato: Se il modulo non viene ricevuto entro la scadenza, la rata di pensione successiva non viene accreditata sul conto, ma resa disponibile in contanti presso le agenzie di un operatore locale, come Western Union. Il pensionato deve riscuoterla di persona, fornendo così una prova indiretta di essere in vita.
  • Sospensione dell’erogazione: Se il pensionato non riscuote neanche il pagamento in contanti o non fornisce il certificato di esistenza in vita entro un’ulteriore scadenza, l’INPS sospende completamente il pagamento della pensione a partire dalla rata successiva.

La decisione dell’INPS per i pensionati in Ucraina

A causa del conflitto bellico, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha riconosciuto l’estrema difficoltà, se non l’impossibilità, per i pensionati residenti in Ucraina di adempiere a questi obblighi. Le rappresentanze diplomatiche, i funzionari pubblici e gli uffici dei patronati incontrano enormi ostacoli operativi. Per questo motivo, con il messaggio n. 2302 del 1° giugno 2022, l’INPS ha stabilito di non applicare la procedura standard. I pagamenti delle pensioni per i residenti in Ucraina che non hanno potuto completare l’accertamento dell’esistenza in vita non sono stati sospesi. Si tratta di una deroga temporanea per garantire continuità di reddito a persone in una condizione di estrema vulnerabilità.

Cosa significa per i consumatori e le loro famiglie

Questa decisione ha un impatto diretto e positivo sulla vita dei pensionati e delle loro famiglie coinvolte nel conflitto. Ecco i punti chiave:

  • Continuità dei pagamenti: La pensione continua a essere erogata regolarmente, senza interruzioni, anche in assenza della prova di vita.
  • Nessuna azione immediata richiesta: I pensionati in Ucraina non devono preoccuparsi di scadenze imminenti relative a questa verifica, data la situazione eccezionale.
  • Verifica posticipata: L’obbligo di accertamento non è cancellato, ma solo posticipato. I pensionati interessati saranno inclusi in una futura campagna di verifica, quando le condizioni di sicurezza nel Paese lo permetteranno.

Questa misura rappresenta un importante atto di tutela, che adatta le procedure burocratiche alla drammatica realtà del conflitto, assicurando che i diritti previdenziali siano protetti anche nelle circostanze più difficili.

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Di admin