Quando un conducente viene sottoposto a un prelievo di sangue per verificare la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, specialmente a seguito di un incidente stradale, deve essere preventivamente informato della facoltà di farsi assistere da un avvocato. L’omissione di questo avviso costituisce una violazione dei diritti di difesa e rende i risultati dell’esame inutilizzabili in un processo penale. Una recente sentenza ha ribadito questo principio fondamentale, portando all’assoluzione di un imputato.

Il prelievo ematico come atto di indagine

Il prelievo di sangue richiesto dalle forze dell’ordine per accertare i reati di guida in stato di ebbrezza (art. 186 del Codice della Strada) o sotto l’effetto di droghe (art. 187) non è un semplice atto medico. Se l’obiettivo è raccogliere prove per un procedimento penale, esso si qualifica come un atto di polizia giudiziaria urgente e irripetibile. In quanto tale, deve rispettare le garanzie difensive previste dalla legge.

La giurisprudenza, inclusa una significativa sentenza del Tribunale di Forlì (n. 381/2022), ha consolidato questo orientamento. Nel caso specifico, un automobilista era accusato di entrambi i reati, con l’aggravante di aver causato un sinistro stradale in orario notturno. Tuttavia, l’intero impianto accusatorio si basava su esami del sangue effettuati senza che al conducente fosse stato dato il necessario avviso del suo diritto all’assistenza legale. Di conseguenza, il tribunale ha dichiarato la nullità degli accertamenti e ha assolto l’imputato.

Il diritto all’avviso: una garanzia irrinunciabile

Il diritto di essere avvisati della possibilità di farsi assistere da un difensore non è una mera formalità, ma un pilastro del diritto di difesa. Questo avviso deve essere dato prima che l’accertamento venga eseguito, per consentire all’interessato di contattare un legale di fiducia che possa presenziare alle operazioni.

Le conseguenze della mancata comunicazione sono nette:

  • Nullità dell’accertamento: L’atto compiuto senza rispettare questa garanzia è viziato da nullità.
  • Inutilizzabilità probatoria: I risultati del prelievo ematico non possono essere usati come prova nel processo per dimostrare la colpevolezza dell’imputato.
  • Possibile assoluzione: In assenza di altre prove valide, l’inutilizzabilità dell’esame del sangue porta spesso all’assoluzione dell’accusato, come nel caso esaminato, con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Cosa devono sapere i consumatori

Per chi si trova coinvolto in un incidente stradale e viene trasportato in ospedale, è fondamentale conoscere i propri diritti. Se le forze dell’ordine dispongono un prelievo di sangue finalizzato a verificare il tasso alcolemico o la presenza di sostanze stupefacenti, devono obbligatoriamente informare il soggetto della facoltà di chiamare un avvocato.

Azioni e tutele per il conducente

Se ti trovi in una situazione simile, è importante sapere come comportarti. L’accertamento non rientra nei normali protocolli sanitari di routine, ma è un atto investigativo. Pertanto, hai diritto a che la procedura si svolga correttamente. Se l’avviso non viene fornito, è un elemento cruciale che il tuo difensore potrà utilizzare per contestare la validità delle prove raccolte a tuo carico. È quindi essenziale riferire immediatamente al proprio legale ogni dettaglio relativo alle modalità con cui sono stati eseguiti gli accertamenti.

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Di admin