La tutela degli animali può prevalere sui diritti di proprietà, anche quando il reato di abbandono viene formalmente estinto. Un’importante decisione del Tribunale di Modena ha stabilito che un cane, trovato in gravi condizioni di incuria, può essere confiscato in via definitiva al suo proprietario, nonostante quest’ultimo abbia evitato una condanna penale attraverso il pagamento di una somma di denaro (oblazione).

Il caso: un cane anziano in stato di abbandono

La vicenda riguarda un cane di nome Tonto, un Pastore dell’Asia Centrale di 12 anni, trovato dalle Guardie Eco Zoofile in condizioni di grave degrado. L’animale era rinchiuso in un box sporco, pieno di deiezioni, senza cibo né acqua a disposizione. Appariva affamato e affetto da parassiti, chiari segnali di una prolungata incuria e di sofferenza.

A seguito della segnalazione, la polizia giudiziaria ha eseguito un sequestro probatorio, convalidato dalla Procura della Repubblica. Tonto è stato quindi trasferito in una struttura idonea per ricevere le cure necessarie. Al proprietario è stata contestata la contravvenzione prevista dall’articolo 727, comma 2, del Codice Penale, che punisce chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

L’estinzione del reato tramite oblazione

Nel corso del procedimento giudiziario, il proprietario dell’animale ha fatto ricorso all’oblazione. Si tratta di un istituto giuridico che permette, per alcuni reati minori (le contravvenzioni), di estinguere il reato pagando una somma di denaro stabilita dal giudice. In questo caso, il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta e, una volta verificato il pagamento, ha dichiarato estinto il reato.

A questo punto, la questione principale era decidere il destino del cane. L’estinzione del reato avrebbe comportato automaticamente la restituzione dell’animale al suo proprietario? La risposta del giudice è stata negativa, segnando un punto importante a favore del benessere animale.

Perché la confisca è stata confermata

Nonostante l’esito del procedimento penale fosse favorevole all’imputato, il giudice ha disposto la confisca definitiva di Tonto. La motivazione si basa su un principio fondamentale: la confisca, in questi casi, non è una sanzione penale accessoria, ma una misura finalizzata a proteggere l’animale da future sofferenze.

Il giudice ha ritenuto che il disinteresse e la negligenza dimostrati dal proprietario fossero una prova sufficiente della sua incapacità di prendersi cura del cane. Lasciare Tonto con lui avrebbe significato esporlo nuovamente a un rischio concreto. Pertanto, la decisione ha privilegiato la tutela della salute e del benessere dell’animale, affidandolo a un ente di protezione per una futura adozione.

Cosa significa per i proprietari di animali

Questa sentenza chiarisce che le responsabilità di chi possiede un animale non si esauriscono con l’adempimento di un obbligo di legge. Anche se si evita una condanna penale, il comportamento tenuto può avere conseguenze definitive sulla proprietà dell’animale stesso. I doveri di un proprietario includono:

  • Fornire cibo e acqua pulita in quantità adeguata.
  • Garantire un riparo idoneo e condizioni igienico-sanitarie accettabili.
  • Assicurare le cure veterinarie necessarie.
  • Evitare situazioni di isolamento, sofferenza fisica o psicologica.

L’abbandono e la detenzione in condizioni di incuria sono comportamenti gravi che possono portare alla perdita definitiva del proprio animale, poiché il suo benessere è considerato un interesse superiore da tutelare.

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Di admin