Ricevere una multa per eccesso di velocità rilevato da un autovelox è un’esperienza comune per molti automobilisti. Tuttavia, non tutti i verbali sono legittimi. Un principio fondamentale, confermato da numerose sentenze, stabilisce che la multa può essere annullata se l’amministrazione non è in grado di fornire la prova fotografica della violazione. Questo documento non è un semplice allegato, ma un elemento cruciale per la validità dell’accertamento.
Il ruolo della prova fotografica nell’accertamento
Quando una violazione dei limiti di velocità viene rilevata tramite un dispositivo elettronico come l’autovelox, l’accertamento da parte degli agenti è definito “indiretto”. A differenza di una contestazione immediata, in cui l’agente ferma il veicolo e constata di persona l’infrazione, in questo caso la prova si basa interamente sui dati registrati dall’apparecchiatura. Di conseguenza, la documentazione prodotta dal dispositivo assume un’importanza centrale.
La fotografia scattata dall’autovelox serve a dimostrare in modo inequivocabile diversi elementi essenziali:
- L’identificazione del veicolo: la targa deve essere chiaramente leggibile per associare la violazione al corretto proprietario.
- Il momento dell’infrazione: la data e l’ora documentano quando è avvenuto il superamento del limite di velocità.
- Il contesto: l’immagine può confermare che il veicolo inquadrato era effettivamente quello che ha commesso l’infrazione, escludendo la presenza di altri veicoli che potrebbero aver interferito con la misurazione.
Senza questa prova visiva, la pretesa sanzionatoria dell’ente accertatore si basa unicamente su un dato numerico astratto, rendendo difficile per il cittadino verificare la correttezza dell’accertamento e difendere i propri diritti.
Cosa stabilisce la giurisprudenza
La giurisprudenza, inclusa la Corte di Cassazione, ha più volte ribadito che la prova fotografica è un elemento insostituibile nel processo di accertamento delle infrazioni tramite autovelox. L’onere della prova spetta sempre alla Pubblica Amministrazione, che deve dimostrare la fondatezza della sua pretesa. Se l’automobilista contesta il verbale, l’ente che ha emesso la multa è tenuto a depositare in giudizio tutta la documentazione necessaria, comprese le fotografie.
La mancanza di questo documento costituisce un vizio procedurale grave, che può portare all’annullamento del verbale. Il semplice riferimento nel verbale all’esistenza di una fotografia non è sufficiente; essa deve essere resa disponibile al cittadino che ne faccia richiesta e prodotta in caso di ricorso.
Cosa fare se si riceve un verbale senza foto
Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità e vuoi verificare la presenza della prova fotografica, puoi seguire alcuni passaggi. È un tuo diritto accedere a tutta la documentazione relativa all’infrazione contestata.
Ecco i passi da seguire:
- Richiedere l’accesso agli atti: Il primo passo è presentare una formale richiesta di accesso agli atti all’ente che ha emesso il verbale (solitamente la Polizia Locale o la Polizia Stradale). Nella richiesta, specifica di voler visionare il fotogramma relativo alla violazione.
- Valutare la documentazione: Una volta ottenuta la foto, verifica che la targa sia chiaramente leggibile e che non ci siano elementi di ambiguità (ad esempio, la presenza di più veicoli nella stessa corsia).
- Presentare ricorso: Se l’amministrazione non fornisce la fotografia o se quella fornita non è chiara, ci sono ottime probabilità di ottenere l’annullamento della multa. Puoi presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica del verbale, oppure al Giudice di Pace entro 30 giorni.
Altri motivi comuni di contestazione
Oltre all’assenza della prova fotografica, esistono altri vizi che possono rendere nullo un verbale emesso tramite autovelox. È utile conoscerli per una tutela completa.
- Mancata taratura periodica: I dispositivi di rilevamento della velocità devono essere sottoposti a taratura almeno una volta all’anno. Il verbale deve indicare la data dell’ultima taratura.
- Segnaletica di preavviso: La postazione di controllo deve essere preventivamente segnalata con appositi cartelli, posti a una distanza adeguata e ben visibili.
- Omologazione del dispositivo: L’apparecchio utilizzato deve essere omologato dal Ministero competente. La semplice approvazione non è sufficiente.
- Notifica oltre i termini: Il verbale deve essere notificato al proprietario del veicolo entro 90 giorni dalla data dell’infrazione.
Prima di pagare una multa, è sempre consigliabile verificare la correttezza del verbale e la presenza di tutta la documentazione necessaria a comprovare la violazione. L’assenza della fotografia è uno dei motivi più solidi per contestare la sanzione e chiederne l’annullamento.
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