Le misure di sicurezza sono strumenti previsti dal nostro ordinamento giuridico che si applicano a persone che hanno commesso un reato e sono ritenute socialmente pericolose. A differenza della pena, come la reclusione, il loro scopo principale non è punire, ma prevenire la commissione di nuovi reati e favorire il reinserimento sociale del soggetto.
Quando si applicano le misure di sicurezza
L’applicazione di una misura di sicurezza richiede la presenza simultanea di due condizioni fondamentali, definite presupposti:
- Presupposto oggettivo: La persona deve aver commesso un fatto che la legge qualifica come reato. Senza un reato accertato, non è possibile applicare una misura di sicurezza.
- Presupposto soggettivo: La persona deve essere considerata “socialmente pericolosa”. Questo significa che, a seguito di una valutazione del giudice, si ritiene probabile che possa commettere nuovi reati in futuro.
Questi due elementi sono inscindibili: anche se una persona è ritenuta pericolosa, non può essere sottoposta a una misura di sicurezza se non ha prima commesso un reato.
Le diverse tipologie di misure di sicurezza
Le misure di sicurezza si dividono in due grandi categorie, a seconda che incidano sulla libertà della persona o sul suo patrimonio.
Misure di sicurezza personali
Queste misure limitano la libertà personale del soggetto e si distinguono a loro volta in detentive e non detentive.
- Misure personali detentive: Comportano il ricovero della persona in istituti specifici. Tra questi troviamo la colonia agricola, la casa di lavoro e, di particolare importanza, le REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Le REMS hanno sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) e accolgono persone con disturbi mentali che hanno commesso reati e sono considerate socialmente pericolose.
- Misure personali non detentive: Non prevedono la detenzione ma impongono delle restrizioni. Le più comuni sono la libertà vigilata (che impone una serie di prescrizioni e controlli), il divieto di soggiorno in uno o più comuni, o il divieto di frequentare determinati locali pubblici. Anche l’espulsione dello straniero dallo Stato rientra in questa categoria.
Misure di sicurezza patrimoniali
Queste misure non toccano la libertà personale, ma il patrimonio del soggetto. Le principali sono:
- La cauzione di buona condotta: Consiste nel deposito di una somma di denaro come garanzia che il soggetto non commetterà nuovi reati.
- La confisca: Riguarda l’acquisizione da parte dello Stato dei beni che sono serviti a commettere il reato o che ne sono il prodotto o il profitto.
Durata e revoca delle misure
Una caratteristica fondamentale delle misure di sicurezza è la loro durata indeterminata nel massimo. La legge stabilisce solo una durata minima, ma la fine della misura non è fissata in anticipo. La sua applicazione prosegue finché la persona è considerata socialmente pericolosa. La valutazione della pericolosità viene effettuata periodicamente dal Magistrato di Sorveglianza, che può decidere di prorogare la misura o di revocarla se ritiene che il rischio di nuovi reati sia venuto meno.
Differenza con la pena e le misure di prevenzione
È importante non confondere le misure di sicurezza con altri strumenti del diritto.
- Rispetto alla pena: La pena (es. carcere, multa) ha una funzione punitiva e retributiva, è applicata solo a soggetti imputabili (capaci di intendere e di volere) e ha una durata determinata. La misura di sicurezza ha una funzione preventiva e rieducativa, può essere applicata anche a soggetti non imputabili e la sua durata dipende dalla pericolosità sociale.
- Rispetto alle misure di prevenzione: Le misure di prevenzione (es. sorveglianza speciale) si applicano a persone ritenute pericolose sulla base di indizi legati al loro stile di vita o alle loro frequentazioni, ma a prescindere dalla commissione di un reato. Le misure di sicurezza, invece, presuppongono sempre che un reato sia già stato commesso.
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