La gestione della frequentazione dei figli per le coppie separate può diventare complessa, specialmente durante periodi di emergenza. Le diverse interpretazioni dei giudici hanno creato incertezza, mettendo in discussione il principio fondamentale del diritto alla bigenitorialità, ovvero il diritto del minore a mantenere un rapporto stabile e continuativo con entrambi i genitori.

Il Diritto alla Bigenitorialità in Situazioni di Crisi

Il diritto alla bigenitorialità è un pilastro del diritto di famiglia, finalizzato a garantire il benessere psicofisico del bambino. Tuttavia, in circostanze eccezionali, come un’emergenza sanitaria, questo principio può entrare in conflitto con altre esigenze, come la tutela della salute pubblica. Questo scenario ha portato i tribunali italiani ad adottare posizioni divergenti, creando un panorama giuridico frammentato e fonte di ansia per molte famiglie.

Da un lato, alcuni giudici hanno privilegiato un approccio restrittivo, sospendendo o limitando gli spostamenti dei minori tra le abitazioni dei genitori. Dall’altro, altre corti hanno riaffermato con forza la necessità di proteggere la relazione genitore-figlio, considerandola un bisogno primario del minore che non può essere sacrificato, se non in presenza di un rischio concreto e accertato.

Orientamenti Giudiziari a Confronto

Le diverse sentenze emesse in periodi critici hanno messo in luce due principali linee di pensiero che riflettono una più ampia divisione culturale e giuridica sull’affidamento dei minori.

L’approccio restrittivo e la priorità alla salute

Alcuni provvedimenti hanno interpretato le limitazioni alla circolazione in modo estensivo, ritenendo che la necessità di ridurre i contagi giustificasse la sospensione temporanea degli incontri fisici. In questi casi, si è data priorità assoluta alla salute, considerando il minore come un potenziale veicolo di contagio tra i due nuclei familiari. Spesso, come compensazione, sono state incentivate modalità di contatto a distanza, come videochiamate. Questo approccio è stato criticato perché rischia di porre l’onere della situazione sul genitore non collocatario e di non considerare adeguatamente l’impatto psicologico sul bambino, per il quale nessun contatto virtuale può sostituire pienamente la presenza fisica.

La tutela del rapporto genitore-figlio

Un orientamento opposto ha invece sostenuto che il diritto del minore a frequentare entrambi i genitori è fondamentale e non può essere compresso da una generica esigenza di cautela. Secondo questa visione, le normative di emergenza che consentono spostamenti per “comprovate esigenze” includono anche l’adempimento degli obblighi di affidamento. I giudici che seguono questa linea sottolineano che il benessere del bambino dipende da un equilibrio psicofisico, di cui il rapporto con entrambi i genitori è parte integrante. Pertanto, una sospensione degli incontri è giustificabile solo se esiste un pericolo specifico e dimostrato, e non sulla base di un timore astratto.

Cosa Fare in Caso di Disaccordo: Guida Pratica

L’incertezza normativa e le decisioni contrastanti dei tribunali possono disorientare i genitori. È fondamentale agire con buon senso e tenendo sempre a mente l’interesse superiore del minore. Ecco alcuni passi pratici da considerare:

  • Privilegiare il dialogo: Prima di ricorrere a vie legali, è sempre preferibile che i genitori cerchino un accordo ragionevole, magari adattando temporaneamente le modalità di frequentazione per ridurre i rischi senza interrompere i rapporti.
  • Adattare le modalità di visita: Invece di brevi incontri frequenti, si possono concordare periodi di permanenza più lunghi ma meno ravvicinati, limitando così gli spostamenti.
  • Verificare i provvedimenti specifici: Le decisioni dei tribunali si basano sulle circostanze del caso singolo. È importante fare riferimento al proprio provvedimento di separazione o divorzio e, se necessario, chiedere un chiarimento al giudice competente.
  • Documentare eventuali ostacoli: Se un genitore impedisce la frequentazione senza un motivo valido e comprovato, è importante che l’altro genitore raccolga prove di tali impedimenti.
  • Usare la tecnologia come supporto: Le videochiamate e altri strumenti digitali sono utili per mantenere il contatto quotidiano, ma non devono essere considerati un sostituto permanente degli incontri di persona.

Oltre l’Emergenza: Verso un Affido Realmente Condiviso

Il dibattito sulla frequentazione dei figli in tempi di crisi ha riacceso la discussione su modelli di affido più equi. La figura del “genitore collocatario”, presso cui il minore vive prevalentemente, può creare uno squilibrio di fatto. Molti esperti e associazioni sostengono la necessità di superare questo modello a favore di un affido realmente condiviso, con tempi di permanenza paritetici. Una simile organizzazione non solo rafforza il legame del bambino con entrambi i genitori, ma può anche rivelarsi più resiliente e funzionale durante situazioni impreviste, riducendo le occasioni di conflitto.

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Di admin