La gestione della frequentazione dei figli in caso di genitori separati è un tema delicato, che durante l’emergenza sanitaria del 2020 ha messo in luce profonde divisioni interpretative tra i tribunali italiani. La necessità di proteggere la salute pubblica si è scontrata con il diritto fondamentale dei minori a mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori, noto come diritto alla bigenitorialità.
Due approcci a confronto: salute vs. bigenitorialità
In quel periodo di incertezza, la magistratura ha risposto in modi opposti alla domanda se gli spostamenti dei figli tra le abitazioni dei genitori dovessero essere limitati. Da un lato, alcuni tribunali, come quelli di Bari e Vasto, hanno adottato un approccio restrittivo, sospendendo gli incontri in presenza per tutelare la salute e prevenire il contagio.
Queste decisioni si basavano sulla considerazione che il diritto alla salute fosse prioritario. Tuttavia, sono state criticate perché:
- Limitavano di fatto il rapporto del figlio con il genitore non collocatario, offrendo come alternativa solo contatti telematici, spesso inadeguati per mantenere un legame affettivo solido.
- Ponevano una presunzione di rischio a carico del genitore non collocatario, senza una valutazione caso per caso delle reali condizioni di vita e lavorative.
- Sembravano interpretare le norme emergenziali in modo più restrittivo di quanto previsto dal Governo, che aveva chiarito la legittimità degli spostamenti per l’affidamento dei minori.
La tutela del diritto del minore
Dall’altro lato, un orientamento diverso, rappresentato ad esempio dal Tribunale per i Minorenni di Roma, ha riaffermato con forza la centralità del diritto alla bigenitorialità. Secondo questa interpretazione, il rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori è un elemento essenziale per il benessere psicofisico del bambino, un diritto tutelato a livello costituzionale e internazionale.
I giudici che hanno seguito questa linea hanno sottolineato che le stesse disposizioni governative sull’autocertificazione includevano esplicitamente gli “obblighi di affidamento di minori” tra le cause che giustificavano gli spostamenti. Pertanto, le modalità di frequentazione stabilite in sede di separazione o divorzio dovevano, in linea di principio, continuare a essere rispettate, salvo la presenza di un rischio concreto e accertato di contagio.
Cosa significa concretamente “diritto alla bigenitorialità”?
Il principio di bigenitorialità, o del doppio legame genitoriale, è il diritto del figlio a mantenere un rapporto stabile e significativo con entrambi i genitori, anche dopo la fine della loro unione. Non è un diritto del genitore, ma del minore. Questo principio implica:
- Una presenza equilibrata di entrambe le figure genitoriali nella vita quotidiana del figlio.
- La condivisione delle responsabilità educative, di cura e di istruzione.
- Il superamento del vecchio modello basato su un “genitore prevalente” (o collocatario) e un genitore relegato a un ruolo marginale di “visitatore”.
L’obiettivo è garantire al bambino la possibilità di costruire e mantenere un legame solido con entrambi i rami della sua famiglia, fondamentale per una crescita serena ed equilibrata.
Indicazioni pratiche per i genitori separati
L’esperienza dell’emergenza sanitaria ha stimolato una riflessione su modelli di frequentazione più flessibili e funzionali a ridurre gli spostamenti, senza sacrificare la qualità del tempo trascorso con ciascun genitore. Anziché brevi incontri infrasettimanali o weekend “spezzettati”, che possono generare il cosiddetto “effetto ping pong”, sono state proposte e talvolta adottate soluzioni alternative.
Tra queste, la più considerata è la suddivisione del tempo in periodi più lunghi e continuativi, come settimane o quindici giorni alternati presso ciascun genitore. Questo modello, oltre a limitare i trasferimenti, può favorire una maggiore stabilità per il minore e una partecipazione più piena di entrambi i genitori alla routine quotidiana del figlio.
Sebbene ogni situazione familiare richieda una valutazione specifica, è importante che i genitori, anche in assenza di emergenze, dialoghino per trovare le soluzioni più adatte a garantire il benessere del figlio, mettendo sempre al centro il suo diritto a vivere pienamente il rapporto con entrambi.
Il dibattito sorto durante la pandemia ha ribadito un principio fondamentale: la relazione tra un figlio e i suoi genitori è un bene primario da proteggere. Le decisioni sulla frequentazione devono sempre partire dall’interesse superiore del minore, bilanciando le esigenze pratiche con il diritto inalienabile a una crescita serena e supportata da entrambe le figure genitoriali.
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