Contatori: la storia si ripete

Arrivano i contatori di seconda generazione di edistribuzione – che rafforzeranno la posizione dominante di Enel come, già nel 2007, denunciava un  provvedimento dell’Antitrust.

 

Ci sono voluti solo nove anni per cambiare il nome, da Enel Distribuzione a e-distribuzione che misura l’anergia elettrica nazionale per otto miliardi di euro all’anno, pagati con le nostre bollette.

Ricordiamo allora come andarono le cose 17 anni fa, quando Enel piazzó i suoi primi “contatori intelligenti”, quelli che avrebbero consentito al consumatore la verifica puntuale del suo consumo e una fatturazione basata sui consumi reali.

Regnava Kaiser Franz Tatò, voluto da Prodi, e solo Enel sapeva quanto sarebbero stati intelligenti e come avrebbe potuto manipolarli da remoto.

Meglio quindi non omologarli e chissenefrega della legge: “siamo l’Enel, se volete la luce eccovi l’elettrodomestico, tanto é gratis”. 

Enel decise di non omologarlo e, non essendo uno strumento di misura omologato, non poteva essere neppure chiamato contatore e così optó per  elettrodomestico, con un simbolo CE, che no era neppure regolare.

Il manuale d’istruzioni veniva per lo più lasciato nella casella della posta dell’ignaro consumatore, complice l’Autorità per l’energia in nome della quale venivano effettuate le sostituzioni.

 

 

consumatore

 

Nel 2001 Enel produceva ancora tutta l’energia elettrica nazionale e, con il nuovo elettrodomestico, avrebbe cominciato a misurarla tutta illegalmente.

Il sistema era nuovo: il dato di consumo viaggiava sullo stesso cavo elettrico con problemi che nessuno al mondo aveva ancora affrontato. Mancavano solo le cavie ed ecco allora decine di milioni di idioti, pronti a pagare la luce, misurata tutta dalla stessa società che la produceva.

I contatori venivano prodotti in Cina e nessuno ente terzo li verificava.

Ma “tutto era gratis e avremmo finalmente pagato solo quello che avremmo consumato e decidendo di utilizzare la lavatrice di notte perché costava meno”

Se andate a verificare una bolletta del tempo vedrete che non fu così, il contatore lo pagammo eccome, in tariffa.

Mentre Enel installava decine di milioni di contatori, il Parlamento europeo stava discutendo una direttiva comunitaria che avrebbe stabilito i criteri di fabbricazione, omologazione e commercializzazione in Europa dei contatori.

La direttiva, nota come MID, venne emanata nel 2004, ma entró in vigore solo nel 2006, quando ormai Enel aveva ultimato l’installazione  degli ultimi “elettrodomestici”. 

La direttiva venne recepita dall’Italia solamente nel marzo del 2007 e siccome gli “elettrodomestici” illegali erano più di venti milioni, bisognava mettere le cose a posto.

Così intervenne l’Autorità per l’energia con la delibera 292/06, secondo la quale al dicembre 2006  “i misuratori attualmente installati presso i punti di prelievo …sono di tipo elettromeccanico e i misuratori orari installati alla data del presente provvedimento presso alcuni punti di prelievo debbano essere preservati”.

Nessuno obiettò sugli “alcuni punti di prelievo” che erano invece venti milioni.

Sotto la voce “oneri di recupero continuità” la delibera scaricava il costo dei contatori nelle bollette degli italiani, con tanti saluti al “non vi costerà niente, é tutto gratuito”.

Ma c’era un altro problema: il Testo Unico delle leggi metriche, che imponeva, e impone ancora oggi, strumenti legali nelle transazioni commerciali, come quella dell’energia elettrica.

L’Autorità per l’energia non poteva intervenire perché la metrologia legale non le compete e allora ci pensa di nuovo il professor Prodi, con uno dei suoi magici provvedimenti “ad aziendam”.

Nel marzo 2007, quando la direttiva MID viene finalmente recepita, un articolo del decreto di recepimento vorrebbe rendere legale quello che legale non é, e non potrà mai essere: più di venti milioni di contatori illegali potranno funzionare “fino a quando verranno rimossi”.

Il decreto di recepimento, palesemente incostituzionale, sarebbe anche impugnabile per eccesso di delega: una direttiva europea non va recepita per lavare i panni sporchi in casa.

Appena il decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, l’Antitrust denuncia la posizione dominante di Enel ma ormai non frega più niente a nessuno.

Dopo dieci anni i contatori vengono sequestrati e la sostituzione dei contatori, con quelli di seconda generazione, distruggerà le prove di misure illegali prodotte da elettrodomestici illegali, installati non si sa neppure quando ma che ora, secondo Enel, avrebbero concluso il loro ciclo di vita.

Ma i contatori illegali hanno invece una vita utile infinita perché, per decreto, possono restare lì dove sono “fino a quando non verranno rimossi”. 

E chi decide che vengano rimossi ? Enel, ma a nostre spese.

La metrologia legale compete al MISE che a giorni alterni manifesta i suoi dubbi.

L’Autorità per l’Autorità per l’energia, invocata dai distributori in occasione delle attuali sostituzione con il nuovo Open Meter, non ha alcuna compentenza sul sistema di tele-gestione del contatore, che che risultano palesemente illegali perché un contatore omologato MID non può essere tele-gestito da remoto.



Fonte: CODICI: Contatori: la storia si ripete

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