Ricorso multe via di Portonaccio Altro provvedimento inspiegabile: la Cancelleria del Giudice di Pace di Roma ha avuto disposizione di non ricevere più i ricorsi collettivi  Aeci, Codici e Lega Consumatori Lazio chiedono al Ministero di Grazia e Gius

Nell’ambito dei ricorsi per le multe di via di Portanaccio, continuano ad essere presi dei provvedimenti strambi ed immotivati.

Appena pochi giorni fa abbiamo riportato la comunicazione di un’ordinanza con la quale si dispone la separazione, non motivata, dei processi in base ai ricorrenti.
Si deve, dunque, pagare non solo il contributo unificato di 43,00 euro per ogni ricorso, ma ci sarà un giudizio per ogni ricorrente, dilatando esponenzialmente i tempi di risposta al ricorso.

Come se non bastasse, la Cancelleria del Giudice di Pace di Roma ha avuto disposizione di non ricevere più i ricorsi collettivi.

Sostanzialmente non ha accettato di iscrivere al ruolo i ricorsi.

Aeci, Codici e Lega Consumatori Lazio invocano l’intervento del Ministero della Giustizia affinché invii gli ispettori presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Roma.

Ricordiamo che quest’ultima non può decidere se iscrivere o meno i ricorsi al ruolo, perché non rientra tra le sue competenze, in secondo luogo è una disposizione illegittima perché il giudice può valutare solamente in un secondo momento sul cumulo oggettivo e soggettivo, ma vanno comunque iscritti al ruolo. Solo in un momento successivo verranno giudicati.

Sui ricorsi per le multe di via di Portonaccio continuano a verificarsi vicende anomale ed inspiegabili.

Aeci, Codici e Lega Consumatori Lazio chiedono l’intervento urgente del Ministero di Grazia e Giustizia per capire cosa stia succedendo e perché queste anomalie si stiano concentrando su questa vicenda.

Dott.ssa Carla Pillitu,
Ufficio Stampa CODICI
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Fonte: CODICI: Ricorso multe via di Portonaccio Altro provvedimento inspiegabile: la Cancelleria del Giudice di Pace di Roma ha avuto disposizione di non ricevere più i ricorsi collettivi Aeci, Codici e Lega Consumatori Lazio chiedono al Ministero di Grazia e Gius

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