Una proposta di riforma sui diritti dei passeggeri aerei, approvata dal Consiglio Trasporti dell’Unione Europea, ha sollevato forti critiche da parte delle associazioni a tutela dei consumatori. Il nuovo testo, che dovrà essere discusso dal Parlamento Europeo, viene considerato un passo indietro significativo per le tutele dei viaggiatori in caso di ritardi e cancellazioni, introducendo condizioni che favorirebbero le compagnie aeree a discapito dei cittadini.
Le principali modifiche proposte e le critiche
La riforma interviene su alcuni punti chiave della normativa attuale, che regola rimborsi e compensazioni per i disservizi aerei. Le modifiche più contestate rappresentano un indebolimento dei diritti consolidati da anni, riducendo sia gli importi degli indennizzi sia le finestre temporali per richiederli. Secondo le analisi delle associazioni di categoria, le nuove regole sembrano ignorare l’impatto dell’inflazione e le legittime aspettative dei passeggeri.
I punti più controversi della proposta includono:
- Indennizzi ridotti: Per i voli intercontinentali, il tetto massimo della compensazione pecuniaria scenderebbe da 600 a 500 euro. Anche per i voli europei di media percorrenza (tra 1.500 e 3.500 km), l’indennizzo passerebbe da 400 a 300 euro.
- Soglie di ritardo più alte: Il diritto all’indennizzo scatterebbe solo dopo 4 ore di ritardo, rispetto alle 3 ore attualmente previste. Per i voli intercontinentali, la soglia per l’indennizzo massimo salirebbe addirittura a 6 ore.
- Falso aumento per i voli brevi: L’unica apparente nota positiva riguarda i voli a corto raggio, per cui l’indennizzo aumenterebbe da 250 a 300 euro. Tuttavia, questo importo non tiene conto della svalutazione: i 250 euro stabiliti nel 2004 oggi avrebbero un potere d’acquisto equivalente a circa 400 euro.
- Tempi per i reclami dimezzati: Il termine per presentare un reclamo verrebbe drasticamente ridotto, passando dagli attuali due anni a soli sei mesi. Questa modifica potrebbe impedire a molti passeggeri di far valere i propri diritti.
L’impatto concreto per i passeggeri
Se questa riforma dovesse essere approvata in via definitiva, le conseguenze per i viaggiatori sarebbero immediate e tangibili. Un passeggero il cui volo subisce un ritardo di tre ore e mezza, che oggi avrebbe diritto a una compensazione, con le nuove regole non riceverebbe alcun indennizzo. Allo stesso modo, chi subisce un grave ritardo su un volo a lungo raggio vedrebbe il proprio risarcimento diminuito.
La riduzione del tempo a disposizione per avviare le pratiche di reclamo è particolarmente preoccupante. Sei mesi possono essere un periodo insufficiente per raccogliere la documentazione necessaria e avviare una richiesta formale, specialmente per i consumatori meno esperti. Questo cambiamento rischia di tradursi in una minore pressione sulle compagnie aeree per garantire un servizio puntuale e affidabile, sapendo che molti disservizi potrebbero non essere mai contestati.
Diritti attuali e come tutelarsi in attesa della riforma
È importante ricordare che, fino a quando la riforma non completerà il suo iter legislativo e non entrerà in vigore, restano validi i diritti previsti dal Regolamento (CE) n. 261/2004. Questa normativa garantisce ai passeggeri tutele chiare in caso di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato. Attualmente, i diritti principali includono:
- Compensazione pecuniaria: Un indennizzo che varia da 250 a 600 euro a seconda della tratta, per ritardi all’arrivo superiori a tre ore.
- Diritto all’assistenza: La compagnia aerea deve fornire gratuitamente pasti, bevande, la possibilità di effettuare due chiamate telefoniche e, se necessario, il pernottamento in hotel e il relativo trasporto.
- Diritto alla scelta: In caso di cancellazione, il passeggero può scegliere tra il rimborso del biglietto e l’imbarco su un volo alternativo (riprotezione) non appena possibile.
La proposta di riforma rappresenta una potenziale minaccia per questi diritti. Le associazioni dei consumatori continueranno a monitorare l’evoluzione del dibattito al Parlamento Europeo, con l’obiettivo di difendere un sistema di tutele che non penalizzi i cittadini.
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