La relazione tra l’assegno di divorzio e l’assegno sociale è un tema di grande importanza per molti cittadini che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica. In linea generale, l’assegno di divorzio percepito da un ex coniuge viene considerato a tutti gli effetti un reddito personale. Come tale, contribuisce a determinare il superamento delle soglie previste dalla legge per avere diritto all’assegno sociale, una prestazione assistenziale erogata dall’INPS. Tuttavia, un principio giuridico fondamentale chiarisce un aspetto cruciale: ai fini del calcolo, non rileva il diritto teorico a un reddito, ma la sua effettiva percezione.
Cos’è l’Assegno Sociale e quali sono i requisiti
L’assegno sociale è una prestazione economica di natura assistenziale, destinata a sostenere i cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate. A differenza della pensione di vecchiaia, non è legato al versamento di contributi, ma viene concesso sulla base di specifici requisiti anagrafici e reddituali. È fondamentale non confonderlo con la pensione, poiché la sua funzione è garantire un sostegno minimo a chi ne ha bisogno.
Per poter accedere all’assegno sociale, è necessario soddisfare diverse condizioni stabilite dalla legge. I principali requisiti includono:
- Età: Aver compiuto 67 anni.
- Cittadinanza: Essere cittadini italiani, cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza, o cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
- Residenza: Avere la residenza effettiva, stabile e continuativa in Italia da almeno 10 anni.
- Reddito: Possedere un reddito personale o coniugale non superiore alle soglie annualmente stabilite dalla legge.
Il calcolo del reddito è l’elemento centrale per determinare il diritto e l’importo della prestazione. L’INPS considera quasi tutte le forme di reddito, inclusi quelli esenti da imposte, e l’assegno di divorzio rientra tra queste.
Assegno di divorzio: come incide sul diritto all’assegno sociale
Quando un cittadino richiede l’assegno sociale, l’INPS valuta la sua situazione reddituale complessiva. L’assegno di divorzio, essendo un trasferimento di denaro continuativo, viene sommato agli altri eventuali redditi del richiedente. Se il totale supera la soglia massima prevista per legge, la richiesta di assegno sociale viene respinta. Se il reddito è inferiore alla soglia, l’assegno sociale può essere concesso in misura intera o ridotta, fino a integrare il reddito del richiedente al livello del limite massimo.
Questa regola generale, però, si scontra con una realtà molto comune: la mancata corresponsione dell’assegno di divorzio da parte dell’ex coniuge obbligato. In questi casi, il beneficiario si trova in una situazione paradossale: è titolare di un diritto a un reddito che, di fatto, non percepisce, ma che sulla carta gli impedisce di accedere a un sostegno essenziale come l’assegno sociale.
Il principio dell’effettiva percezione del reddito
Una sentenza del Tribunale di Roma (n. 495/2022) ha rafforzato un principio fondamentale a tutela dei consumatori: ciò che conta per la valutazione del diritto all’assegno sociale non è la mera titolarità di un reddito, ma la sua effettiva percezione. La funzione assistenziale della prestazione verrebbe infatti vanificata se si negasse il sostegno sulla base di un’entrata economica solo teorica e non realmente disponibile.
Questo significa che se un ex coniuge non riceve l’assegno di divorzio a cui avrebbe diritto, tale importo non deve essere considerato nel calcolo del suo reddito ai fini dell’assegno sociale. Il richiedente ha però l’onere di dimostrare all’INPS questa mancata percezione. È essenziale fornire prove concrete che attestino il mancato versamento delle somme dovute.
Cosa fare per tutelare i propri diritti
Se l’INPS respinge la domanda di assegno sociale conteggiando un assegno di divorzio non percepito, il cittadino può agire per far valere le proprie ragioni. Ecco alcuni passaggi utili:
- Raccogliere la documentazione: È cruciale preparare tutte le prove che dimostrino il mancato pagamento. Queste possono includere estratti conto bancari che attestino l’assenza dei versamenti, diffide legali inviate all’ex coniuge, denunce o atti di pignoramento.
- Presentare istanza di riesame: Il primo passo è presentare una richiesta formale di riesame all’INPS, allegando tutta la documentazione raccolta. In questa sede si chiede all’ente di ricalcolare il reddito escludendo le somme non incassate.
- Valutare l’azione legale: Se l’INPS conferma il diniego anche dopo il riesame, è possibile presentare ricorso in tribunale. Un giudice valuterà le prove e potrà ordinare all’ente il riconoscimento del diritto all’assegno sociale.
È fondamentale agire tempestivamente e con il supporto adeguato per dimostrare in modo inequivocabile la propria situazione economica reale, superando le valutazioni basate su dati puramente formali.
In conclusione, l’assegno di divorzio è rilevante per il calcolo dell’assegno sociale, ma solo se viene effettivamente pagato e ricevuto. I cittadini che non lo percepiscono hanno il diritto di chiederne l’esclusione dal computo del reddito, fornendo le prove necessarie per tutelare il proprio accesso a questa importante misura di sostegno.
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