Conservare le bollette pagate è un’abitudine fondamentale per ogni consumatore. Non si tratta di semplice accumulo di carta, ma di una precauzione essenziale per tutelarsi da possibili errori o richieste di pagamento ingiuste da parte dei fornitori. Ma per quanto tempo è necessario conservare questi documenti? La risposta si trova nel concetto di prescrizione, ovvero il termine entro il quale un’azienda può legalmente richiedere il saldo di una fattura.

Prescrizione delle bollette: cosa è cambiato

Il Codice Civile stabilisce i termini di prescrizione per i crediti. Per i pagamenti da effettuare periodicamente, come le bollette, il termine standard era fissato a cinque anni. Tuttavia, per proteggere maggiormente i consumatori da richieste tardive e spesso difficili da contestare, recenti normative, promosse anche dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), hanno ridotto questi tempi per la maggior parte delle utenze domestiche.

La regola generale è passata da cinque a due anni per le bollette di luce, gas e acqua. Questo significa che, una volta trascorsi due anni dalla scadenza della fattura, il fornitore non può più pretendere il pagamento, a meno che non abbia inviato un sollecito formale che interrompa i termini. Conoscere queste scadenze è il primo passo per far valere i propri diritti.

I termini di conservazione per ogni utenza

I tempi di conservazione delle bollette variano in base al tipo di fornitura e alla data di emissione del documento. È importante prestare attenzione a queste differenze per sapere esattamente quali documenti si possono eliminare e quali invece è indispensabile custodire.

Bollette dell’energia elettrica

Per le fatture della luce, i termini di prescrizione e quindi di conservazione sono i seguenti:

  • 2 anni per le bollette con data di scadenza successiva al 1° marzo 2018.
  • 5 anni per le bollette con data di scadenza anteriore al 1° marzo 2018.
  • 10 anni se la bolletta include il pagamento del Canone RAI. Quest’ultimo è un tributo e segue i termini di prescrizione fiscali, più lunghi rispetto a quelli della fornitura energetica.

Bollette del gas

Anche per il gas la prescrizione è stata ridotta, ma con una decorrenza diversa:

  • 2 anni per i consumi fatturati dopo il 1° gennaio 2019.
  • 5 anni per i consumi fatturati prima del 1° gennaio 2019.

Bollette dell’acqua

Il settore idrico si è allineato per ultimo alla nuova normativa:

  • 2 anni per i consumi fatturati dopo il 1° gennaio 2020.
  • 5 anni per le fatture relative a consumi precedenti a tale data.

Bollette del telefono

A differenza delle altre utenze, per le bollette telefoniche (linea fissa, mobile e internet) non sono state introdotte modifiche recenti. Il termine di prescrizione e, di conseguenza, il periodo di conservazione consigliato rimane di 5 anni.

Cosa fare in caso di richiesta di pagamento per una bolletta già saldata

Può capitare di ricevere un sollecito di pagamento per una bolletta già pagata o molto vecchia. In questo caso, è fondamentale non farsi prendere dal panico e agire con metodo.

  1. Verificare la data della bolletta: Controlla se il periodo di fatturazione rientra nei termini di prescrizione (2 o 5 anni, a seconda dei casi).
  2. Se la bolletta è prescritta: Il pagamento non è dovuto. È necessario inviare una comunicazione formale al fornitore, tramite raccomandata A/R o Posta Elettronica Certificata (PEC), in cui si contesta la richiesta eccependo l’avvenuta prescrizione del credito.
  3. Se la bolletta non è prescritta ma è stata pagata: Recupera la ricevuta di pagamento (cartacea o digitale) e inviane una copia al fornitore, sempre tramite un canale tracciabile, per dimostrare di aver già saldato l’importo.

Conservare le bollette in modo ordinato, ad esempio in un archivio digitale scaricando i PDF dai portali dei gestori, semplifica enormemente queste procedure e permette di risolvere rapidamente qualsiasi controversia.

Essere informati sui propri diritti è la migliore forma di tutela. Conoscere i termini di prescrizione consente di gestire con sicurezza le proprie utenze e di opporsi a eventuali richieste illegittime da parte delle società fornitrici.

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Di admin