Nel complesso iter giudiziario seguito al tragico crollo del Ponte Morandi, una significativa ordinanza del Tribunale di Genova ha modificato l’assetto del processo. I giudici hanno deciso di escludere le società Autostrade per l’Italia (Aspi) e Spea Engineering dalla loro posizione di “responsabili civili”. Questa scelta, di natura prettamente tecnica, si basa su precisi principi del diritto processuale penale e ha conseguenze dirette sul percorso di risarcimento per le parti civili costituite.
La decisione del Tribunale e le sue motivazioni
Il Tribunale di Genova ha accolto la richiesta di esclusione presentata dalle difese di Aspi e Spea. La ragione principale risiede nel fatto che entrambe le società avevano già definito la loro posizione nel medesimo procedimento attraverso un “patteggiamento”. Questo accordo, divenuto definitivo, riguardava l’illecito amministrativo previsto dal Decreto Legislativo 231/2001, che disciplina la responsabilità delle aziende per reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio.
Secondo i giudici, la legge impedisce una sovrapposizione di ruoli. Un soggetto non può essere contemporaneamente considerato responsabile per un fatto proprio (come ente indagato per l’illecito amministrativo) e responsabile per un fatto altrui (come “responsabile civile” per le azioni degli imputati persone fisiche) all’interno dello stesso processo. Avendo già chiuso la propria partita con la giustizia penale tramite il patteggiamento, le due società non potevano essere nuovamente chiamate in causa nello stesso dibattimento per rispondere dei danni civilistici.
I principi giuridici alla base dell’esclusione
La decisione del collegio genovese si fonda su argomentazioni giuridiche precise, volte a garantire il corretto svolgimento del processo e i diritti di tutte le parti coinvolte. Le ragioni possono essere sintetizzate in tre punti chiave:
- Distinzione dei ruoli processuali: La partecipazione delle società alla fase delle indagini preliminari, inclusa l’assunzione di prove tecniche come le perizie, è avvenuta nella loro veste di indagate per responsabilità amministrativa. Questo ruolo è strutturalmente diverso da quello del responsabile civile. La legge prevede che, se un soggetto viene citato come responsabile civile dopo che sono già state raccolte prove rilevanti senza la sua partecipazione specifica in quella veste, ha diritto a chiederne l’esclusione per potenziale pregiudizio alla sua difesa.
- Divieto di sovrapposizione delle responsabilità: Il codice di procedura penale (art. 83) stabilisce che un imputato può essere citato come responsabile civile per il fatto di un coimputato solo a determinate condizioni, come il proscioglimento. Questo principio mira a evitare che la stessa entità risponda per il medesimo fatto a due titoli diversi: una volta direttamente per sé e una volta indirettamente per altri.
- Applicabilità delle norme agli enti: Il Tribunale ha chiarito che le garanzie previste per gli imputati persone fisiche si estendono, dove compatibili, anche agli enti chiamati a rispondere per responsabilità amministrativa. Di conseguenza, le norme che impediscono la doppia veste di imputato e responsabile civile si applicano pienamente anche ad Aspi e Spea.
Cosa cambia per le vittime e le parti civili
L’esclusione di Aspi e Spea dal processo penale come responsabili civili ha un impatto pratico significativo per le vittime e i loro familiari. Il “responsabile civile” è la figura che, in caso di condanna degli imputati, viene chiamata a risarcire direttamente i danni alle parti civili, accelerando i tempi del risarcimento.
Questa ordinanza non cancella la responsabilità delle società, ma sposta la sede in cui essa dovrà essere accertata. Le parti civili non potranno ottenere il risarcimento da Aspi e Spea all’interno di questo processo penale. Dovranno invece intraprendere azioni legali separate, intentando cause specifiche in sede civile per vedere riconosciuti i propri diritti al risarcimento del danno. Questo percorso alternativo potrebbe comportare un allungamento dei tempi e la necessità di avviare nuovi e distinti procedimenti giudiziari.
La decisione, pur essendo tecnicamente ineccepibile dal punto di vista giuridico, complica di fatto l’iter per le vittime, che dovranno affrontare un percorso legale più lungo e articolato per ottenere giustizia anche sul piano economico.
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