La pubblicità per gli studi legali deve rispettare precisi limiti deontologici per garantire trasparenza e correttezza. Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) è intervenuto per sanzionare pratiche promozionali ritenute ingannevoli e lesive del decoro professionale. Un caso emblematico ha riguardato un avvocato che utilizzava messaggi aggressivi, come la formula “anticipo zero”, e immagini denigratorie per attrarre clienti, in particolare nel delicato settore della malasanità.

Il caso della pubblicità denigratoria e comparativa

Una recente decisione del CNF (sentenza n. 65/2022) ha stabilito che un avvocato non può utilizzare messaggi pubblicitari che ledono la dignità di altre categorie professionali o che si configurano come pubblicità comparativa ingannevole. Il caso specifico riguardava uno studio legale specializzato in responsabilità medica che aveva diffuso due tipi di messaggi problematici:

  • Immagine lesiva: Sul web era stata utilizzata l’immagine di una persona in camice bianco e stetoscopio con le manette, associando direttamente la figura del medico a una condotta criminale. Questa rappresentazione è stata giudicata fortemente denigratoria nei confronti della categoria sanitaria.
  • Slogan ingannevole: Attraverso cartelloni pubblicitari, lo studio promuoveva i propri servizi con la frase “zero spese di anticipo pensiamo a tutto noi”. Questa formula è stata considerata suggestiva e comparativa, poiché lascia intendere un vantaggio economico rispetto ai concorrenti senza specificare le reali condizioni dell’offerta.

Il CNF ha concluso che entrambe le pratiche violano i doveri di correttezza, probità, dignità e decoro che ogni avvocato è tenuto a rispettare, non solo verso i colleghi ma anche verso terzi.

I principi deontologici sulla pubblicità forense

La professione legale è soggetta a un codice deontologico che regola anche le modalità con cui un avvocato può informare il pubblico sulla propria attività. L’obiettivo è bilanciare il diritto del professionista a farsi conoscere con la necessità di tutelare l’affidamento del pubblico e la dignità della professione. La sentenza del CNF ha ribadito alcuni principi fondamentali:

  • Correttezza dell’informazione: La pubblicità deve essere veritiera, trasparente e non fuorviante. Non può contenere riferimenti denigratori, suggestivi o comparativi.
  • Divieto di messaggi aggressivi: Sono vietate le comunicazioni che sfruttano immagini o parole inappropriate per colpire emotivamente il potenziale cliente.
  • Trasparenza sui costi: Le informazioni sui compensi devono essere chiare. Formule come “anticipo zero” possono essere considerate lecite solo se il messaggio spiega in modo completo e trasparente cosa copre l’offerta e quali costi rimangono a carico del cliente.
  • Responsabilità del professionista: L’avvocato è sempre responsabile dei contenuti pubblicitari diffusi, anche quando la gestione pratica è affidata a terzi, come un’agenzia di comunicazione o un webmaster.

Cosa devono sapere i consumatori

Questa decisione offre importanti spunti di riflessione anche per i cittadini che cercano assistenza legale. Saper riconoscere una pubblicità corretta è il primo passo per scegliere un professionista in modo consapevole. È fondamentale non basare la propria scelta unicamente su slogan a effetto o promesse di gratuità.

Come valutare la comunicazione di uno studio legale:

  1. Diffidare dei toni sensazionalistici: Messaggi che promettono risultati garantiti o che attaccano altre categorie professionali sono spesso indice di scarsa professionalità.
  2. Chiedere sempre un preventivo scritto: Prima di conferire un incarico, il cliente ha diritto a ricevere un preventivo dettagliato che specifichi tutte le voci di costo prevedibili: onorari, spese vive, contributi e imposte.
  3. Verificare la specializzazione: La scelta di un avvocato dovrebbe basarsi sulla sua competenza ed esperienza nel settore di interesse, non solo su offerte economiche apparentemente vantaggiose.
  4. Privilegiare la chiarezza: Un professionista serio comunica in modo chiaro e trasparente, rispondendo a tutte le domande del cliente senza ambiguità.

La tutela dei diritti inizia con una scelta informata. La pubblicità può essere uno strumento utile, ma solo se rispetta le regole di correttezza e trasparenza che sono a garanzia sia della professione forense sia dei consumatori.

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Di admin