L’assegno postdatato, ovvero un assegno che riporta una data di emissione futura rispetto a quella reale, è uno strumento di pagamento irregolare ma ancora diffuso. Sebbene la sua emissione non costituisca più un reato penale, essa rappresenta un illecito amministrativo e comporta rischi significativi sia per chi lo emette sia per chi lo riceve. Comprendere le sue implicazioni è fondamentale per tutelarsi da possibili conseguenze negative.

Cosa dice la legge sull’assegno postdatato

La natura dell’assegno bancario è quella di essere un titolo di pagamento pagabile a vista. Questo significa che, per legge, può essere incassato in qualsiasi momento dalla sua presentazione in banca, indipendentemente dalla data indicata. Qualsiasi accordo privato che preveda di posticipare l’incasso è considerato nullo e non ha valore legale.

L’irregolarità dell’assegno postdatato risiede principalmente nell’evasione fiscale. Viene infatti utilizzato impropriamente come una promessa di pagamento o una garanzia, funzione tipica della cambiale. A differenza dell’assegno, la cambiale è soggetta a un’imposta di bollo fin dall’emissione. Utilizzare un assegno postdatato per questo scopo permette di eludere tale imposta, configurando un illecito amministrativo.

Come incassare un assegno con data futura

Chi riceve un assegno postdatato non è obbligato ad attendere la data indicata per l’incasso. Può presentarlo in banca immediatamente. La legge stabilisce che l’istituto di credito è tenuto a pagarlo nel giorno stesso della presentazione, a condizione che vi siano fondi sufficienti sul conto corrente dell’emittente.

Tuttavia, prima di procedere al pagamento, la banca è obbligata a regolarizzare la posizione fiscale del titolo. Ciò comporta il pagamento dell’imposta di bollo evasa, calcolata in proporzione all’importo dell’assegno, oltre a eventuali sanzioni. Questo costo viene generalmente addebitato a chi presenta l’assegno per l’incasso, che potrà poi rivalersi sull’emittente. Inoltre, la banca segnalerà l’operazione all’autorità competente per l’applicazione delle sanzioni amministrative a carico di chi ha emesso il titolo.

Rischi e sanzioni per le parti coinvolte

L’uso di assegni postdatati espone a conseguenze negative sia chi li emette sia chi li accetta come forma di pagamento. È importante conoscerle per valutare attentamente la situazione.

Per chi riceve l’assegno

Il rischio principale per il beneficiario è che l’assegno risulti “scoperto”, ovvero che al momento della presentazione in banca non vi siano fondi sufficienti sul conto dell’emittente. Poiché l’accordo di post-datazione non ha valore legale, non esiste alcuna garanzia che il debitore manterrà la provvista sul conto fino alla data concordata. In caso di mancato pagamento, il creditore dovrà avviare la procedura di protesto e le successive azioni legali per recuperare il proprio credito, con un notevole dispendio di tempo e denaro.

Per chi emette l’assegno

L’emittente di un assegno postdatato va incontro a diverse conseguenze negative:

  • Sanzione amministrativa: La banca che paga un assegno postdatato regolarizzato segnala l’emittente al Prefetto, che applicherà una sanzione pecuniaria per l’illecito fiscale.
  • Protesto: Se l’assegno risulta scoperto al momento della presentazione, viene avviata la procedura di protesto. Questo comporta l’iscrizione del nominativo dell’emittente nel registro dei protesti e nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI).
  • Revoca dell’autorizzazione: L’iscrizione alla CAI comporta la revoca dell’autorizzazione a emettere assegni per un periodo di sei mesi e il divieto di stipulare nuove convenzioni di assegno.

Quando l’assegno postdatato diventa strumento di reato

Sebbene l’emissione di un assegno postdatato non sia di per sé un reato, questo strumento può essere utilizzato per commettere illeciti penali ben più gravi. La giurisprudenza ha confermato che l’uso di assegni con data futura può integrare, a seconda delle circostanze, reati come la truffa o l’usura.

Nel caso della truffa, l’assegno postdatato può essere parte di un raggiro più ampio, utilizzato per indurre la vittima a consegnare beni o a fornire servizi con la falsa promessa di un pagamento futuro che non avverrà mai. Nel reato di usura, invece, gli assegni postdatati vengono spesso richiesti come garanzia per prestiti concessi a tassi di interesse illegali, esercitando una forte pressione sulla vittima.

In questi contesti, l’assegno non è solo un titolo irregolare, ma diventa la prova di un’attività criminale. È fondamentale prestare la massima attenzione e diffidare di chi propone o richiede pagamenti tramite questi strumenti, specialmente in contesti poco trasparenti.

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Di admin