L’assegno postdatato è un titolo di credito su cui viene apposta una data di emissione futura rispetto a quella reale. Sebbene questa pratica sia diffusa come forma di garanzia o per dilazionare un pagamento, essa rappresenta un illecito amministrativo e comporta notevoli rischi per chi lo riceve. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’assegno mantiene la sua validità e può essere incassato immediatamente.
Come funziona e perché è un illecito amministrativo
La legge italiana stabilisce che l’assegno bancario è un titolo di pagamento “a vista”, ovvero deve essere pagabile al momento della presentazione. Qualsiasi accordo contrario, come quello di postdatare un assegno, è considerato nullo dalla normativa (R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736). La data futura apposta sul titolo viene semplicemente ignorata ai fini della sua esigibilità.
L’irregolarità dell’assegno postdatato non risiede nella sua validità come strumento di pagamento, ma nella sua funzione. Utilizzandolo come garanzia per un pagamento futuro, lo si trasforma di fatto in uno strumento simile a una cambiale. Questa operazione, tuttavia, elude il pagamento dell’imposta di bollo, obbligatoria per le cambiali. L’emissione di un assegno postdatato integra quindi un’evasione fiscale, sanzionata come illecito amministrativo e non più come reato penale, a seguito della depenalizzazione avvenuta nel 1999.
Cosa succede alla presentazione in banca
Chi riceve un assegno postdatato ha il diritto di presentarlo per l’incasso in qualsiasi momento, anche prima della data indicata sul titolo. La banca è tenuta a pagarlo, a condizione che vi siano fondi sufficienti sul conto corrente dell’emittente.
Prima di procedere al pagamento, l’istituto di credito deve però “regolarizzare” l’assegno. Questa procedura consiste nell’applicare l’imposta di bollo evasa, calcolata in proporzione all’importo del titolo, più eventuali sanzioni. Tale costo viene addebitato a chi presenta l’assegno per l’incasso, il quale potrà poi rivalersi su chi lo ha emesso. Inoltre, la banca segnalerà l’emittente al Prefetto per l’applicazione della sanzione amministrativa prevista per l’illecito fiscale.
Rischi e tutele per chi accetta un assegno postdatato
Accettare un assegno postdatato come forma di pagamento o garanzia espone il creditore a diversi rischi significativi. È fondamentale essere consapevoli delle possibili conseguenze negative prima di acconsentire a una simile pratica.
I principali svantaggi includono:
- Rischio di insolvenza: Il pericolo più concreto è che, al momento della presentazione, il conto corrente dell’emittente sia privo di fondi sufficienti. Il debitore potrebbe svuotare il conto prima della data indicata sull’assegno, rendendo vano il tentativo di incasso.
- Procedura di protesto: Se l’assegno risulta “scoperto”, il creditore dovrà avviare la procedura di protesto, un atto formale che certifica il mancato pagamento. Questo comporta costi aggiuntivi e l’avvio di un percorso legale per il recupero del credito, non sempre rapido o garantito.
- Costi di regolarizzazione: Come già menzionato, per poter incassare l’assegno è necessario anticipare i costi per la regolarizzazione fiscale, anche se questi possono essere successivamente richiesti al debitore.
Per l’emittente, invece, le conseguenze di un assegno scoperto includono il protesto, la segnalazione alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) e la possibile revoca dell’autorizzazione a emettere assegni.
Quando l’assegno postdatato diventa strumento di reato
Sebbene l’emissione di un assegno postdatato non sia di per sé un reato, questo strumento può essere utilizzato per commettere illeciti penali ben più gravi. La giurisprudenza ha più volte confermato come la consegna di assegni postdatati possa essere un elemento costitutivo di reati come l’usura e la truffa.
Nel caso dell’usura, gli assegni postdatati vengono spesso richiesti come garanzia per prestiti concessi a tassi di interesse illegali. La loro emissione diventa prova dell’accordo usurario. Nel reato di truffa, invece, gli assegni possono essere parte di un raggiro più ampio, in cui una persona acquista beni o servizi consegnando titoli postdatati con la piena consapevolezza di non avere i fondi per onorarli, per poi rendersi irreperibile.
In conclusione, l’assegno postdatato è uno strumento irregolare e rischioso. La soluzione più prudente per chi lo riceve è presentarlo immediatamente all’incasso per verificare la disponibilità dei fondi, accettando di sostenere i costi di regolarizzazione. In generale, è sempre preferibile richiedere metodi di pagamento più sicuri e trasparenti.
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