Il danno biologico rappresenta la lesione dell’integrità psicofisica di una persona, un pregiudizio che incide sulla sua salute e sulle attività quotidiane, indipendentemente dalla capacità di produrre reddito. Si tratta di un danno non patrimoniale, il cui risarcimento è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Comprendere come viene valutato e liquidato è essenziale per tutelare i propri diritti in seguito a un incidente, un errore medico o un infortunio sul lavoro.

Cos’è il danno biologico e quando si ha diritto al risarcimento

Il danno biologico si concretizza in una compromissione, temporanea o permanente, delle normali attività vitali di un individuo. Per ottenere un risarcimento, devono essere presenti tre condizioni fondamentali:

  • Una lesione fisica o psichica: Deve esistere un’alterazione negativa della salute, accertata da un medico legale.
  • Una compromissione delle attività vitali: La lesione deve aver causato una riduzione della capacità di svolgere le normali attività quotidiane e relazionali.
  • Un nesso di causalità: Deve essere dimostrato che la lesione e la conseguente compromissione sono state causate direttamente da un evento illecito commesso da terzi.

Esempi comuni di danno biologico includono la riduzione della capacità motoria dopo un incidente, le cicatrici che alterano l’aspetto esteriore o i disturbi psicologici post-traumatici. Il risarcimento mira a compensare la perdita di benessere e qualità della vita subita dalla persona danneggiata.

Come viene calcolato il risarcimento

La liquidazione del danno biologico non è arbitraria, ma segue criteri precisi per garantire equità e uniformità. La valutazione si basa su due componenti principali: l’invalidità temporanea e l’invalidità permanente.

L’invalidità temporanea copre il periodo di malattia e recupero, dal giorno dell’evento dannoso fino alla guarigione clinica. Viene misurata in giorni e può essere:

  • Assoluta (al 100%): Quando la persona è completamente impossibilitata a svolgere qualsiasi attività.
  • Parziale (al 75%, 50%, 25%): Quando vi è una ripresa graduale delle attività quotidiane.

L’invalidità permanente, invece, riguarda i postumi che rimangono anche dopo la guarigione. È il danno biologico “puro”, espresso in una percentuale da 1 a 100, che rappresenta la riduzione definitiva dell’integrità psicofisica. In base a questa percentuale, le lesioni si distinguono in due categorie principali, che seguono percorsi di risarcimento diversi.

Lesioni micropermanenti e macropermanenti

La distinzione fondamentale per il calcolo del risarcimento è tra lesioni di lieve entità e quelle più gravi.

  • Lesioni micropermanenti: Sono le lesioni con un’invalidità permanente compresa tra 1 e 9 punti percentuali. Riguardano tipicamente incidenti di minore gravità, come il classico “colpo di frusta”.
  • Lesioni macropermanenti: Sono le lesioni più significative, con un’invalidità permanente che va da 10 a 100 punti percentuali.

Questa classificazione è cruciale perché determina le regole e le tabelle da utilizzare per la quantificazione economica del danno.

Ambiti di applicazione e criteri di liquidazione

Il risarcimento del danno biologico varia a seconda del contesto in cui si è verificato. I tre ambiti principali sono gli incidenti stradali, la responsabilità medica e gli infortuni sul lavoro.

Incidenti stradali

Nel campo dell’infortunistica stradale, il Codice delle Assicurazioni Private stabilisce criteri specifici. Per le lesioni micropermanenti (fino al 9%), la legge fissa importi precisi, aggiornati periodicamente. Attualmente, il valore del primo punto di invalidità è di 939,78 euro, mentre l’importo per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta è di 54,80 euro. Il valore del risarcimento per i punti di invalidità permanente diminuisce con l’aumentare dell’età del danneggiato. Per le lesioni macropermanenti (dal 10% in su), in assenza di una tabella unica nazionale prevista dalla legge ma mai emanata, i tribunali utilizzano come riferimento le “Tabelle di Milano”, considerate il parametro nazionale per garantire un risarcimento uniforme.

Responsabilità medica

Anche in caso di danno derivante da errore medico, si applicano i criteri previsti per gli incidenti stradali, come stabilito dalla legge Gelli-Bianco (n. 24/2017). Questo significa che per le lesioni fino al 9% si usano i valori fissati dal Codice delle Assicurazioni, mentre per quelle superiori si fa riferimento alle Tabelle di Milano. Queste tabelle separano la voce del danno biologico da quella del “danno morale”, ovvero la sofferenza soggettiva, permettendo una personalizzazione del risarcimento in base alla gravità del caso.

Infortuni sul lavoro e malattie professionali

Il sistema per gli infortuni sul lavoro è gestito dall’INAIL e segue regole proprie, diverse da quelle della responsabilità civile. L’INAIL non risarcisce il danno biologico per lesioni inferiori al 6%. Per le lesioni comprese tra il 6% e il 15%, eroga un indennizzo una tantum in capitale. Per menomazioni pari o superiori al 16%, prevede invece l’erogazione di una rendita vitalizia. Questo sistema si affianca e talvolta si integra con l’eventuale risarcimento ottenibile in sede civile dal datore di lavoro, qualora venga accertata una sua responsabilità.

La valutazione del danno biologico è una materia complessa che richiede competenze specifiche, in particolare medico-legali e giuridiche, per garantire che ogni aspetto del pregiudizio subito venga correttamente riconosciuto e risarcito.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin