La Corte di Cassazione ribadisce che l'assegno divorzile non è automatico. Per ottenerlo, il coniuge richiedente deve dimostrare di aver fatto sacrifici professionali ed economici concreti per la famiglia, specialmente in matrimoni di breve durata.

Aggiungere il cognome della madre al proprio figlio non solo è possibile, ma è diventato il principio fondamentale che regola l’attribuzione del cognome in Italia. Una storica sentenza della Corte Costituzionale ha superato la vecchia norma che imponeva automaticamente il solo cognome paterno, introducendo nuove regole basate sulla parità genitoriale e sul diritto all’identità del bambino.

La svolta della Corte Costituzionale sul doppio cognome

Per decenni, la legge italiana ha previsto l’attribuzione automatica del cognome del padre ai figli nati all’interno del matrimonio. Questa regola, mai codificata in una legge esplicita ma frutto di una consuetudine radicata, è stata oggetto di crescenti critiche. Un primo passo verso il cambiamento è avvenuto nel 2016, quando la Corte Costituzionale aveva permesso ai genitori di aggiungere, di comune accordo, il cognome materno a quello paterno.

La vera rivoluzione è arrivata con la sentenza n. 131 del 2022. Con questa decisione, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che impone l’automatica attribuzione del solo cognome paterno. Secondo i giudici, tale automatismo è discriminatorio nei confronti delle donne e lesivo dell’identità del figlio, in violazione dei principi di uguaglianza e del diritto all’identità personale sanciti dalla Costituzione e dalle convenzioni europee.

Come si attribuisce il cognome alla nascita oggi

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale, la regola generale per l’attribuzione del cognome è cambiata radicalmente. Oggi i genitori, al momento della dichiarazione di nascita, hanno diverse opzioni:

  • Doppio cognome (regola generale): Il figlio assume i cognomi di entrambi i genitori. L’ordine viene deciso di comune accordo. Questa è la nuova impostazione predefinita del sistema.
  • Cognome di un solo genitore: I genitori possono decidere, sempre di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome del padre oppure soltanto quello della madre.

In caso di disaccordo tra i genitori sull’ordine dei cognomi o sulla scelta di attribuirne uno solo, la decisione viene rimessa al giudice. In attesa della sua pronuncia, l’ufficiale di stato civile attribuisce provvisoriamente i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico.

Come aggiungere il cognome materno a un figlio già registrato

La sentenza della Corte Costituzionale ha effetti anche sui figli nati prima della sua emanazione e registrati con il solo cognome paterno. La procedura per aggiungere il cognome della madre è stata notevolmente semplificata rispetto al passato, quando era necessario un lungo iter presso la Prefettura.

Per i figli minorenni

Se il figlio è minorenne, i genitori (o il genitore che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale) possono presentare una dichiarazione di comune accordo direttamente all’ufficiale di stato civile del Comune di residenza. L’ufficiale provvederà ad annotare la modifica sull’atto di nascita. È una procedura snella che non richiede più l’autorizzazione prefettizia.

Per i figli maggiorenni

Chi ha già compiuto 18 anni e desidera aggiungere il cognome materno al proprio deve avviare una procedura autonoma. In questo caso, è necessario presentare un’istanza motivata alla Prefettura della provincia di residenza. Sebbene la procedura sia quella ordinaria per il cambio di nome e cognome, le motivazioni basate sulla sentenza della Corte Costituzionale rendono l’accoglimento della richiesta molto probabile.

Conseguenze pratiche e documenti da aggiornare

L’aggiunta del cognome materno è un atto formale che modifica le generalità di una persona e, di conseguenza, richiede l’aggiornamento di tutti i documenti ufficiali. È un aspetto importante da considerare per evitare problemi burocratici futuri.

I principali documenti da rettificare includono:

  • Carta d’identità
  • Codice fiscale e tessera sanitaria
  • Passaporto
  • Patente di guida
  • Titoli di studio e certificati professionali

Inoltre, è fondamentale comunicare la variazione a tutti gli enti pubblici e privati con cui si hanno rapporti, come l’ASL, il medico di base, la scuola o l’università, il datore di lavoro, la propria banca e le compagnie di assicurazione. Affrontare questi passaggi burocratici con ordine è essenziale per garantire la coerenza dei propri dati anagrafici.

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Di admin