I periodi di emergenza, come quello vissuto durante la pandemia di COVID-19, hanno avuto un impatto profondo sulla vita quotidiana, sollevando questioni complesse anche nell’ambito del diritto di famiglia. Le restrizioni alla mobilità e le difficoltà economiche hanno messo a dura prova gli equilibri di coppie separate o divorziate, creando incertezze sulla gestione dei figli e degli obblighi economici. Comprendere come la legge si adatta a questi scenari eccezionali è fondamentale per tutelare i propri diritti e, soprattutto, il benessere dei minori.

Diritto di visita e spostamenti durante le emergenze

Una delle domande più frequenti durante i periodi di lockdown ha riguardato la possibilità per il genitore non collocatario di vedere i propri figli, specialmente se residente in un comune o una regione diversa. Le normative emergenziali, pur limitando gli spostamenti, hanno generalmente protetto il diritto alla bigenitorialità.

I chiarimenti governativi e le sentenze dei tribunali hanno confermato che gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore rientravano tra le “situazioni di necessità” consentite. Il principio fondamentale è che il diritto del minore a mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori non può essere sospeso, salvo in presenza di un rischio concreto per la sua salute. Tuttavia, sono sorte numerose difficoltà pratiche, spesso legate a interpretazioni divergenti delle norme o a conflitti pregressi tra i genitori, che hanno usato l’emergenza come pretesto per ostacolare gli incontri.

Assegno di mantenimento e difficoltà economiche

La crisi economica legata a periodi di emergenza ha causato per molte persone una significativa riduzione del reddito, se non la perdita del lavoro. Di conseguenza, molti genitori obbligati a versare l’assegno di mantenimento per i figli o l’ex coniuge si sono trovati in grave difficoltà.

È importante sottolineare che la legge non consente una riduzione o sospensione unilaterale dell’assegno. Il genitore che subisce un peggioramento delle proprie condizioni economiche deve necessariamente rivolgersi al tribunale per chiedere una modifica delle condizioni di separazione o divorzio. Sarà il giudice a valutare la situazione, tenendo conto delle mutate capacità economiche di entrambe le parti, e a decidere se e in che misura l’importo dell’assegno debba essere rivisto. Agire autonomamente espone al rischio di azioni legali per inadempimento.

Cosa fare in caso di disaccordo tra genitori

Le situazioni di emergenza possono esacerbare i conflitti tra ex partner, rendendo difficile trovare un accordo sulla gestione dei figli. In questi casi, è essenziale agire con lucidità e mettere sempre al primo posto l’interesse del minore. Ecco alcuni passi consigliati:

  • Privilegiare il dialogo: Cercare di comunicare in modo costruttivo, magari tramite email o messaggi scritti, per avere una traccia delle conversazioni e delle decisioni prese.
  • Consultare un legale: Un avvocato esperto in diritto di famiglia può fornire chiarimenti sulle norme applicabili e suggerire le strategie migliori per risolvere la disputa senza ricorrere immediatamente al tribunale.
  • Considerare la mediazione familiare: Un mediatore può aiutare i genitori a trovare un accordo condiviso, superando le ostilità e concentrandosi sulle necessità dei figli.
  • Ricorrere al tribunale: Se ogni tentativo di accordo fallisce e uno dei genitori adotta comportamenti che ledono i diritti del minore o dell’altro genitore, è necessario rivolgersi al tribunale, anche con procedure d’urgenza, per ottenere un provvedimento che ristabilisca le corrette modalità di gestione.

Tutele in caso di violenza domestica

La convivenza forzata durante i lockdown ha purtroppo coinciso con un aumento dei casi di violenza domestica e di genere. Le restrizioni hanno reso ancora più difficile per le vittime chiedere aiuto. È fondamentale ricordare che le tutele legali non vengono mai meno. Le forze dell’ordine e i centri antiviolenza rimangono operativi anche in contesti di emergenza. Chiunque si trovi in una situazione di pericolo ha il diritto e il dovere di denunciare e cercare protezione per sé e per i propri figli.

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Di admin