Il Decreto Rilancio, varato nel maggio 2020, ha rappresentato una delle principali risposte del Governo all’emergenza economica e sociale causata dalla pandemia di COVID-19. Tra le numerose misure a sostegno di famiglie e imprese, spiccava il potenziamento del cosiddetto “bonus baby sitter”, un aiuto concreto per i genitori che hanno dovuto affrontare la chiusura delle scuole e la riorganizzazione della vita familiare e lavorativa.
Come funzionava il bonus potenziato
La misura, già introdotta con il decreto “Cura Italia”, è stata significativamente rafforzata dal Decreto Rilancio. L’importo del bonus è stato raddoppiato, passando da 600 a 1.200 euro per la maggior parte delle famiglie di lavoratori dipendenti, autonomi o iscritti alla gestione separata INPS. L’obiettivo era fornire un supporto economico per pagare servizi di assistenza e sorveglianza dei figli minori.
Il bonus era destinato a nuclei familiari con figli di età non superiore a 12 anni. Non esisteva alcun limite di età, invece, in caso di figli con disabilità grave accertata. Era prevista una maggiorazione speciale per alcune categorie professionali particolarmente esposte durante l’emergenza sanitaria, come il personale del settore sanitario, le forze dell’ordine e i soccorritori, per i quali l’importo saliva fino a 2.000 euro.
Estensione a centri estivi e altre tutele per i genitori
Una delle novità più importanti introdotte dal Decreto Rilancio è stata l’estensione dell’utilizzo del bonus. Oltre a coprire le spese per una baby sitter, l’importo poteva essere utilizzato per pagare le rette di centri estivi, servizi integrativi per l’infanzia, servizi socio-educativi territoriali e centri con funzione educativa e ricreativa.
Il pacchetto di aiuti per le famiglie includeva anche altre disposizioni importanti:
- Fondo per i centri estivi: È stato istituito un fondo da 150 milioni di euro destinato ai Comuni per potenziare i centri estivi e le attività educative per bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni.
- Lavoro agile (Smart Working): Per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni, è stato riconosciuto il diritto a svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile fino al termine dello stato di emergenza, anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa ordinaria.
Una misura di sostegno non più attiva
È fondamentale sottolineare che il bonus baby sitter previsto dal Decreto Rilancio era una misura straordinaria e temporanea, strettamente legata al periodo dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Di conseguenza, questo specifico bonus non è più attivo né richiedibile. Le politiche di sostegno alle famiglie sono in continua evoluzione, ed è sempre consigliabile consultare i canali ufficiali, come il sito dell’INPS, per verificare quali siano le misure e gli incentivi attualmente in vigore.
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