La procura alle liti è il documento con cui un cittadino conferisce a un avvocato il potere di rappresentarlo e difenderlo in una causa legale. Tradizionalmente, questo atto richiede la firma autografa del cliente apposta direttamente sul documento cartaceo, spesso in presenza del legale. Tuttavia, il periodo dell’emergenza sanitaria ha accelerato l’introduzione di modalità alternative per semplificare questa procedura, rendendola possibile anche a distanza.

La procura a distanza durante l’emergenza sanitaria

Con la legislazione introdotta durante la pandemia di Covid-19, in particolare con la legge di conversione del Decreto “Cura Italia” (L. 27/2020), è stata temporaneamente disciplinata una modalità semplificata per il conferimento della procura alle liti. Questa misura è stata pensata per superare le difficoltà pratiche causate dalle restrizioni agli spostamenti e dal distanziamento sociale, che rendevano complessi gli incontri di persona presso gli studi legali.

La norma permetteva al cliente di firmare un documento cartaceo e di trasmetterlo al proprio avvocato tramite strumenti di comunicazione elettronica, come email o applicazioni di messaggistica istantanea, insieme a una copia del proprio documento d’identità.

Come funzionava la procedura semplificata

Il meccanismo introdotto per il periodo emergenziale si basava su una sequenza di passaggi chiari, volti a garantire la validità legale dell’atto pur senza la presenza fisica delle parti. La procedura era la seguente:

  • Preparazione del documento: L’avvocato predisponeva l’atto di procura e lo inviava al cliente in formato digitale.
  • Firma del cliente: Il cliente stampava il documento, apponeva la propria firma a penna (autografa) e ne creava una copia digitale, ad esempio tramite scansione o una fotografia chiara.
  • Trasmissione al legale: La copia digitale della procura firmata, insieme alla copia di un documento di identità in corso di validità, veniva inviata all’avvocato tramite un canale elettronico.
  • Autenticazione da parte dell’avvocato: Ricevuti i documenti, l’avvocato aveva il compito di certificare l’autenticità della firma del cliente. Lo faceva apponendo la propria firma digitale sulla copia informatica della procura ricevuta.

Grazie a questo processo, la procura si considerava legalmente apposta in calce all’atto processuale a cui si riferiva, garantendo la piena validità per l’avvio o la prosecuzione delle azioni legali.

Cosa è cambiato oggi per i consumatori

È fondamentale sottolineare che la procedura semplificata descritta era una misura eccezionale e temporanea, legata alla durata dello stato di emergenza sanitaria. Con la fine delle misure di distanziamento, le modalità ordinarie per il conferimento della procura sono tornate ad essere la norma.

Oggi, le principali modalità per conferire una procura a un avvocato sono:

  1. Firma in presenza: Il metodo tradizionale, che prevede la firma autografa del cliente direttamente sull’atto cartaceo presso lo studio del legale o in altra sede concordata.
  2. Procura con firma digitale: Se il cliente possiede un dispositivo di firma digitale (come una smart card o una chiavetta USB), può firmare digitalmente il documento informatico della procura, che ha lo stesso valore legale di quella autografa.

L’esperienza della pandemia ha comunque lasciato un’eredità importante, accelerando la digitalizzazione dei processi legali e aumentando la familiarità di cittadini e professionisti con gli strumenti telematici.

Consigli pratici prima di firmare una procura

Indipendentemente dalla modalità scelta, è importante adottare alcune cautele prima di autorizzare un avvocato a rappresentarvi. Prima di tutto, leggete attentamente il contenuto della procura per comprendere l’estensione dei poteri che state conferendo. Non esitate a chiedere al legale chiarimenti su qualsiasi punto non sia chiaro. Conservate sempre una copia del documento che avete firmato e delle comunicazioni intercorse con il professionista.

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Di admin