Il riscatto della laurea è uno strumento che consente di convertire gli anni dedicati agli studi universitari in contributi pensionistici. Questa operazione permette di aumentare il numero totale di anni di contribuzione (anzianità contributiva) e l’importo accumulato (montante contributivo), con due possibili vantaggi: raggiungere prima i requisiti per la pensione o ottenere un assegno mensile più elevato.
Cos’è il riscatto della laurea e a cosa serve
Attraverso il riscatto, i periodi del corso di studi legalmente riconosciuto vengono considerati validi a fini pensionistici, a fronte del pagamento di un onere economico. In pratica, si acquistano gli anni di università, che altrimenti non avrebbero valore per la pensione. Questa opportunità è particolarmente utile per chi ha iniziato a lavorare tardi proprio a causa degli studi, permettendo di colmare in parte il vuoto contributivo.
I principali benefici del riscatto sono:
- Anticipare la pensione: Aggiungendo gli anni di studio al proprio percorso contributivo, si può raggiungere prima la soglia di anzianità richiesta per la pensione di vecchiaia o anticipata.
- Aumentare l’importo dell’assegno: I contributi versati per il riscatto incrementano il montante su cui verrà calcolata la pensione futura, portando a un importo mensile più alto.
Chi può richiedere il riscatto degli anni di studio
Per poter accedere al riscatto della laurea è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali. Non tutti possono richiederlo e non tutti i periodi di studio sono validi. È indispensabile:
- Aver conseguito il titolo di studio (diploma di laurea o titolo equiparato).
- Che i periodi di studio che si intendono riscattare non siano già coperti da altra contribuzione, obbligatoria o figurativa (ad esempio, se si lavorava durante l’università).
- Avere almeno un contributo obbligatorio versato nel fondo pensionistico presso cui si presenta la domanda.
Una novità importante è che la richiesta può essere presentata anche dai cosiddetti soggetti inoccupati, ovvero persone che non hanno mai lavorato e non sono iscritte a nessuna forma di previdenza obbligatoria. In questo caso, il riscatto può essere pagato anche da un familiare, che potrà beneficiare delle relative detrazioni fiscali.
Quali titoli e periodi di studio si possono riscattare
Non tutti i percorsi formativi sono riscattabili. L’INPS ammette il riscatto solo per la durata legale del corso di studi e per specifici titoli. Non è possibile, ad esempio, riscattare gli anni “fuori corso”.
I titoli di studio che possono essere oggetto di riscatto includono:
- Diplomi universitari (corsi di durata da due a tre anni).
- Lauree triennali e magistrali (corsi di durata da quattro a sei anni).
- Diplomi di specializzazione post-laurea (di durata non inferiore a due anni).
- Dottorati di ricerca.
- Diplomi rilasciati da Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM).
È possibile riscattare l’intero corso di studi o anche solo singoli periodi.
Quanto costa e come si calcola il riscatto della laurea
Il costo del riscatto varia in base a diversi fattori, tra cui il sistema di calcolo della pensione e il reddito del richiedente. Esistono principalmente due modalità di calcolo.
Riscatto ordinario
Il costo viene calcolato con il sistema della riserva matematica per i periodi che rientrano nel sistema retributivo (solitamente prima del 1996) o applicando l’aliquota contributiva vigente alla retribuzione degli ultimi 12 mesi per i periodi nel sistema contributivo. In generale, più alta è la retribuzione e più si è vicini alla pensione, maggiore sarà il costo.
Riscatto agevolato
Introdotto per rendere l’operazione più accessibile, il riscatto agevolato è disponibile per i periodi di studio che si collocano nel sistema di calcolo contributivo (dal 1° gennaio 1996 in poi). Il costo è fisso e notevolmente inferiore: si basa sul minimale imponibile annuo per artigiani e commercianti (circa 5.900 euro per ogni anno da riscattare, valore aggiornato periodicamente). Questa opzione, pur essendo più economica, potrebbe tradursi in un beneficio pensionistico inferiore rispetto al riscatto ordinario.
L’importo dovuto può essere pagato in un’unica soluzione o a rate mensili (fino a un massimo di 120 rate in 10 anni) senza interessi. L’onere del riscatto è interamente deducibile dal reddito, riducendo l’imposta IRPEF da pagare.
Come presentare la domanda all’INPS
La domanda per il riscatto della laurea deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). Prima di inviare la richiesta formale, è consigliabile utilizzare il simulatore online messo a disposizione dall’Istituto. Questo strumento permette di ottenere una stima del costo, della rateizzazione e del potenziale beneficio sulla pensione, aiutando a prendere una decisione informata.
Una volta inviata la domanda, l’INPS verificherà i requisiti e comunicherà l’esito e il piano di pagamento. Il riscatto si perfeziona solo con il versamento dell’intero importo o della prima rata.
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