La separazione o il divorzio introducono cambiamenti significativi nella vita di una famiglia, ma non devono intaccare il diritto fondamentale di un figlio a mantenere un rapporto stabile e continuativo con entrambi i genitori. Una delle sfide più comuni riguarda la gestione delle visite quando i genitori risiedono in città o, addirittura, in regioni diverse. La distanza non può e non deve diventare un pretesto per limitare il diritto di visita, un principio ribadito con forza anche dalla giurisprudenza.

Il Principio di Bigenitorialità e l’Affidamento Condiviso

La legge italiana pone al centro di ogni decisione riguardante i minori il loro supremo interesse. Questo si traduce nel principio di bigenitorialità, ovvero il diritto del bambino a essere cresciuto, educato e assistito da entrambi i genitori, anche se non vivono più insieme. L’affidamento condiviso è la regola, il che significa che entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e partecipano in egual misura alle decisioni importanti per la vita del figlio.

In questo quadro, il genitore presso cui il figlio vive prevalentemente viene definito “collocatario”, ma ciò non diminuisce il ruolo o i diritti dell’altro genitore. Quest’ultimo ha il pieno diritto e dovere di frequentare il figlio secondo le modalità stabilite dal tribunale o dagli accordi presi, contribuendo attivamente alla sua crescita emotiva e psicologica.

Il Domicilio del Minore: una Doppia Residenza di Fatto

Un concetto chiave per comprendere perché gli spostamenti tra regioni sono legittimi è quello del domicilio del minore in regime di affidamento condiviso. Secondo un’interpretazione consolidata, il figlio non ha una sola abitazione, ma due: quella di ciascun genitore. Entrambe le case rappresentano il suo ambiente familiare e domestico.

Questa visione ha avuto un’applicazione pratica molto importante durante i periodi di restrizioni agli spostamenti, come l’emergenza sanitaria del 2020. I tribunali hanno chiarito che lo spostamento del figlio per raggiungere il genitore non collocatario, anche in un’altra regione, rientrava tra le “situazioni di necessità” e corrispondeva al rientro presso il proprio “domicilio”. Questo perché il diritto del minore a vedere entrambi i genitori è considerato essenziale per il suo equilibrio psicofisico.

Spostamenti tra Regioni per le Visite: un Diritto da Tutelare

Al di là delle situazioni di emergenza, il principio rimane valido: il diritto di visita deve essere garantito. Gli accordi di separazione o la sentenza del giudice stabiliscono un calendario di visite che deve essere rispettato. Salvo comprovati motivi di salute o impedimenti oggettivi, gli spostamenti necessari per attuare questo calendario sono pienamente legittimi.

Ostacolare le visite del figlio con l’altro genitore, adducendo come scusa la distanza, può configurarsi come un comportamento contrario all’interesse del minore e può avere conseguenze legali. La priorità è sempre quella di assicurare al bambino la stabilità affettiva che deriva da un rapporto sereno con entrambe le figure genitoriali.

Cosa Fare in Caso di Ostacoli alle Visite

Quando sorgono disaccordi o un genitore impedisce all’altro di vedere il figlio, è importante agire in modo costruttivo per tutelare i diritti del minore. Ecco alcuni passi consigliati:

  • Mantenere un dialogo: Il primo passo è sempre tentare una comunicazione chiara e pacifica con l’altro genitore per risolvere il problema amichevolmente.
  • Rispettare gli accordi: Attenersi scrupolosamente a quanto previsto dalla sentenza di separazione o divorzio è fondamentale per dimostrare la propria correttezza.
  • Documentare gli impedimenti: Se le visite vengono negate, è utile conservare prove scritte (messaggi, email) dei tentativi di esercitare il proprio diritto e dei rifiuti ricevuti.
  • Ricorrere alla mediazione familiare: Un mediatore può aiutare i genitori a trovare un accordo e a superare i conflitti nell’interesse del figlio.
  • Agire per vie legali: Se ogni tentativo fallisce, è necessario rivolgersi a un avvocato per chiedere l’intervento del tribunale, che può emettere provvedimenti specifici per garantire il rispetto del diritto di visita.

La tutela del legame genitore-figlio è una priorità assoluta. Affrontare le difficoltà logistiche con spirito di collaborazione è il modo migliore per garantire al bambino la serenità a cui ha diritto.

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Di admin