Il Decreto Legge n. 23 del 2020, noto come “Decreto Liquidità”, è stato uno dei provvedimenti chiave emanati dal Governo per fronteggiare la crisi economica innescata dalla pandemia di Covid-19. Entrato in vigore il 9 aprile 2020, il decreto ha introdotto una serie di misure fiscali e contabili per fornire un sostegno immediato a imprese, professionisti e lavoratori, alleggerendo il carico di adempimenti e scadenze in un momento di grande difficoltà.

Sospensione dei versamenti fiscali e contributivi

Una delle misure più significative del decreto è stata la sospensione dei versamenti di IVA, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio 2020. Questa agevolazione era rivolta a imprese e professionisti che avevano subito un calo del fatturato. Le condizioni per accedere alla sospensione variavano in base ai ricavi:

  • Calo del 33% del fatturato per soggetti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.
  • Calo del 50% del fatturato per soggetti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro.

La sospensione si applicava in ogni caso ai soggetti che avevano iniziato la propria attività dopo il 1° aprile 2019. Per i residenti delle province più colpite dall’emergenza (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza), la sospensione dei versamenti IVA era garantita con un calo del fatturato di almeno il 33%, indipendentemente dal volume dei ricavi. I versamenti sospesi potevano essere effettuati entro il 30 giugno 2020, in un’unica soluzione o tramite rateizzazione.

Proroga delle scadenze per gli adempimenti

Il Decreto Liquidità ha rinviato diversi termini per semplificare la gestione fiscale di cittadini e imprese. Tra le proroghe più importanti figuravano:

Certificazione Unica 2020

Il termine per la consegna della Certificazione Unica (CU) ai lavoratori e per la sua trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate è stato posticipato al 30 aprile 2020. Per quell’anno, non erano previste sanzioni per le trasmissioni effettuate entro questa nuova scadenza.

Sospensione delle ritenute d’acconto

È stata estesa per altri due mesi la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo e sulle provvigioni. La misura era destinata ai professionisti con ricavi non superiori a 400.000 euro e che non avevano sostenuto spese per lavoro dipendente nel mese precedente.

Agevolazioni per la dichiarazione dei redditi

Il provvedimento ha introdotto anche novità per facilitare la gestione della dichiarazione dei redditi e il calcolo degli acconti d’imposta. In particolare, è stata prevista la possibilità di gestire a distanza l’assistenza fiscale per la dichiarazione precompilata. I contribuenti potevano inviare telematicamente a CAF e professionisti la delega e la documentazione necessaria, insieme a una copia del documento d’identità. Inoltre, per il calcolo degli acconti IRPEF, IRES e IRAP di giugno, è stato introdotto un criterio più flessibile basato sul metodo previsionale, riducendo sanzioni e interessi in caso di versamento insufficiente, a patto che l’importo versato non fosse inferiore all’80% del dovuto.

Misure a tutela dei consumatori e dei lavoratori

Il decreto non si è limitato a intervenire sugli adempimenti di imprese e professionisti, ma ha previsto anche tutele specifiche per i cittadini.

Bonus prima casa

Sono stati sospesi, nel periodo tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, i termini di decadenza legati alle agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Ad esempio, è stato congelato il termine di 18 mesi per trasferire la residenza nel comune dell’immobile acquistato o quello di un anno per riacquistare un’altra prima casa dopo aver venduto la precedente.

Credito d’imposta per la sicurezza sul lavoro

Per incentivare l’adozione di misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, il credito d’imposta del 50% per le spese di sanificazione è stato esteso anche all’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), come mascherine, occhiali e guanti, e di altri strumenti per garantire il distanziamento sociale.

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Di admin