Il Garante per la protezione dei dati personali ha imposto una sanzione di 2,6 milioni di euro a Foodinho S.r.l., società del gruppo Glovo, per aver gestito in modo illecito i dati di oltre 35.000 rider. La decisione evidenzia gravi carenze nel modo in cui la piattaforma digitale utilizza gli algoritmi per organizzare il lavoro, assegnare gli ordini e persino disattivare i profili dei fattorini, senza garantire loro il diritto di contestare decisioni automatizzate che hanno un impatto diretto sulla loro attività lavorativa.
Le Violazioni Accertate dal Garante Privacy
L’indagine dell’Autorità, avviata d’ufficio e supportata da ispezioni del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, ha portato alla luce numerose e significative violazioni del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). La società era già stata sanzionata in precedenza, ma le criticità persistevano.
Uno dei problemi principali riguarda la totale automazione di processi decisionali cruciali. Quando un rider viene bloccato o il suo account disattivato, il sistema invia una comunicazione standard che non spiega le ragioni specifiche né informa della possibilità di opporsi alla decisione. Questo lascia il lavoratore senza strumenti per comprendere e contestare un provvedimento che può privarlo della sua fonte di reddito. L’intervento umano, previsto come garanzia dal GDPR in questi casi, risultava assente o inadeguato.
Gestione Algoritmica e Mancanza di Trasparenza
L’istruttoria ha rivelato che la piattaforma si avvale di diversi sistemi automatizzati per gestire la forza lavoro. Tra questi, spiccano il cosiddetto “sistema di eccellenza”, che assegna un punteggio ai rider per determinare la priorità nella prenotazione dei turni, e l’algoritmo di assegnazione degli ordini. Entrambi i sistemi operavano senza le tutele fondamentali richieste dalla normativa.
I rider non avevano la possibilità di:
- Ottenere un intervento umano per riesaminare la decisione dell’algoritmo.
- Esprimere il proprio punto di vista sulla valutazione ricevuta.
- Contestare efficacemente le decisioni che li penalizzavano.
Inoltre, è emerso che Foodinho condivideva i dati personali dei fattorini, inclusa la loro posizione geografica, con società terze senza fornire un’adeguata informativa. La geolocalizzazione, in particolare, veniva tracciata in modo continuo, anche quando il rider non era in turno e l’applicazione era in background, rappresentando una violazione significativa della privacy.
Diritti dei Lavoratori e Misure Correttive Imposte
A seguito delle violazioni riscontrate, il Garante non si è limitato alla sanzione pecuniaria, ma ha imposto a Foodinho una serie di misure correttive per tutelare i diritti dei lavoratori. La società dovrà adeguarsi per garantire che la tecnologia rispetti la dignità e le tutele delle persone.
Le principali prescrizioni includono:
- Comunicazioni Chiare: Riformulare i messaggi inviati in caso di blocco o disattivazione, specificando le modalità per contestare la decisione.
- Supervisione Umana: Assicurare che le decisioni automatizzate siano sempre soggette a una verifica da parte di personale qualificato e formato.
- Trasparenza sulla Geolocalizzazione: Introdurre un’icona visibile sull’app che segnali quando il GPS è attivo e disattivare il tracciamento quando non è strettamente necessario per la consegna.
- Sistemi di Reputazione Equi: Adottare misure per prevenire usi impropri o discriminatori dei punteggi basati sui feedback dei clienti.
- Rispetto dello Statuto dei Lavoratori: Adeguare i sistemi di monitoraggio alle normative vigenti in materia di controlli a distanza sull’attività lavorativa.
Questa decisione riafferma un principio fondamentale: l’efficienza algoritmica non può prevalere sui diritti fondamentali dei lavoratori, che devono sempre essere messi in condizione di comprendere e contestare le decisioni che li riguardano.
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