L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha imposto sfide complesse in molti ambiti della vita quotidiana, inclusa la gestione dei rapporti familiari per le coppie separate. Un provvedimento del Tribunale di Terni del marzo 2020 ha offerto una soluzione pratica per bilanciare il diritto di visita di un genitore con la necessità di proteggere la salute pubblica, autorizzando incontri padre-figli tramite piattaforme di videochiamata come WhatsApp e Skype.

Il diritto di visita durante l’emergenza sanitaria

Il principio fondamentale che regola i rapporti tra genitori separati e figli è quello della bigenitorialità, ovvero il diritto del minore a mantenere un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori. Tuttavia, le restrizioni agli spostamenti e le misure di distanziamento sociale introdotte per contenere la pandemia hanno reso difficile, e in alcuni casi impossibile, l’attuazione delle consuete modalità di visita.

In questo contesto, i tribunali sono stati chiamati a trovare soluzioni che contemperassero diverse esigenze primarie: il diritto alla salute individuale e collettiva, il diritto del genitore a frequentare i figli e, soprattutto, il superiore interesse del minore a non vedere interrotto il legame affettivo con uno dei due genitori.

La decisione del Tribunale di Terni: un caso concreto

Il caso specifico riguardava un padre che aveva presentato un’istanza urgente per poter vedere i propri figli, lamentando il comportamento ostativo dell’ex partner. L’ordinanza precedente prevedeva incontri in uno spazio neutro, con la supervisione dei servizi sociali, per ripristinare il rapporto. A causa dell’emergenza, tali incontri erano stati sospesi per l’impossibilità di garantirli in sicurezza.

Il Tribunale, valutando la situazione, ha riconosciuto l’impossibilità di procedere con incontri fisici, che avrebbero comportato spostamenti e contatti a rischio. Per evitare che il tempo trascorso senza contatti potesse compromettere ulteriormente il legame padre-figli, ha disposto una modalità alternativa e innovativa.

Come funzionano gli incontri online mediati

La soluzione individuata dal giudice è stata quella di utilizzare la tecnologia per superare le barriere fisiche. Gli incontri sono stati organizzati secondo precise modalità per garantire la loro efficacia e serenità.

  • Piattaforme utilizzate: Le videochiamate dovevano avvenire tramite applicazioni di uso comune come WhatsApp o Skype.
  • Frequenza: È stata stabilita una frequenza regolare di tre incontri a settimana per assicurare la continuità del rapporto.
  • Mediazione dei servizi sociali: Un operatore dei servizi sociali ha ricevuto il compito di organizzare e supervisionare le chiamate, agendo da intermediario. Questo ruolo è cruciale per prevenire conflitti tra i genitori e assicurare che la comunicazione avvenga nell’interesse dei minori.
  • Rispetto della volontà dei figli: Il provvedimento ha specificato di non forzare i figli che manifestavano resistenza, ma di agevolare il contatto con quelli più disponibili, tenendo sempre in primo piano il loro benessere psicologico.

Cosa insegna questo provvedimento ai consumatori

Questa decisione, sebbene legata a un periodo di emergenza specifico, offre importanti indicazioni. Dimostra che è possibile trovare soluzioni flessibili e creative per tutelare i diritti familiari anche in circostanze straordinarie. Per i genitori separati, evidenzia l’importanza di un approccio collaborativo e, quando necessario, del supporto di figure terze come i servizi sociali per gestire situazioni complesse.

La tecnologia, se usata correttamente, può diventare uno strumento prezioso per mantenere vivi i legami affettivi, superando le distanze fisiche. In ogni caso, il principio guida rimane la tutela del benessere psicofisico del minore, che deve prevalere su ogni altra considerazione.

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Di admin