Molti contribuenti che hanno aderito alla “Rottamazione-bis” (D.L. 147/2017) potrebbero aver versato somme non dovute a causa della successiva introduzione della “Rottamazione-ter” (D.L. 119/2018). Quest’ultima, infatti, ha previsto condizioni più vantaggiose, tra cui la cancellazione automatica di alcuni debiti. Comprendere il meccanismo e le tutele disponibili è fondamentale per recuperare eventuali pagamenti in eccesso.
Il conflitto tra Rottamazione-bis e ter
Il problema nasce da una sovrapposizione temporale tra le due normative. La Rottamazione-ter è entrata in vigore il 24 ottobre 2018, pochi giorni prima della scadenza della prima rata della Rottamazione-bis, fissata per il 31 ottobre 2018. La novità più rilevante della Rottamazione-ter è stata l’introduzione dello “stralcio”, ovvero l’annullamento automatico dei debiti fino a 1.000 euro affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.
Di conseguenza, un contribuente che aveva incluso questi debiti nel piano della Rottamazione-bis si è trovato nella situazione di pagare per carichi che, per legge, erano stati cancellati. Molti pagamenti, spesso pre-autorizzati, sono stati comunque eseguiti, generando un versamento di somme non più dovute.
Pagamenti in eccesso: un diritto al rimborso
La legge stessa (D.L. 119/2018) ha previsto una soluzione per questa eventualità. Le somme versate dopo l’entrata in vigore della Rottamazione-ter per debiti che rientravano nello stralcio non sono perse. La normativa stabilisce che tali importi devono essere prima imputati ad altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata, poi a debiti scaduti o in scadenza. Se non esistono altri debiti, il contribuente ha diritto al rimborso.
Questo significa che chi ha pagato rate della Rottamazione-bis per debiti che in realtà erano stati annullati ha il pieno diritto di chiedere la restituzione delle somme versate in eccesso.
Cosa fare per ottenere il rimborso
Per recuperare le somme pagate indebitamente, il contribuente deve attivarsi. Non sempre il rimborso avviene in modo automatico. Ecco i passaggi consigliati:
- Verificare la propria posizione debitoria: Il primo passo è analizzare l’estratto di ruolo e il piano di dilazione della Rottamazione-bis per identificare le cartelle pagate che rientravano nei criteri dello stralcio (importo residuo fino a 1.000 euro, periodo 2000-2010).
- Presentare un’istanza di rimborso: È necessario inviare una richiesta formale all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questa richiesta, nota come istanza in autotutela, deve spiegare chiaramente la situazione, citando la sovrapposizione normativa e il diritto al rimborso.
- Allegare la documentazione: Alla richiesta è fondamentale allegare le prove del pagamento effettuato (ad esempio, la ricevuta della rata) e la comunicazione di adesione alla Rottamazione-bis.
- Revoca di eventuali pignoramenti: Se il pagamento era legato a procedure esecutive, come un pignoramento presso terzi (ad esempio sul TFR o sul conto corrente), l’ottenimento del rimborso dovrebbe portare anche alla revoca di tali procedure per le somme non dovute.
Tutele per il consumatore
Il consumatore che si trova in questa situazione è tutelato dalla legge. Il diritto al rimborso è un principio consolidato. Se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non dovesse rispondere o negasse il rimborso, è possibile valutare ulteriori azioni per far valere i propri diritti. È importante agire con precisione, documentando ogni passaggio e conservando tutta la corrispondenza con l’ente di riscossione.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.