L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha avuto un impatto senza precedenti sul settore turistico e culturale, portando alla cancellazione di innumerevoli viaggi, soggiorni ed eventi. Per gestire questa situazione eccezionale, il Governo italiano è intervenuto con misure specifiche, tra cui il decreto-legge “Cura Italia” (D.L. n. 18 del 17 marzo 2020), che ha introdotto regole particolari per i rimborsi, modificando temporaneamente i diritti dei consumatori.

Le prime misure del Decreto “Cura Italia”

L’articolo 88 del decreto “Cura Italia” ha affrontato direttamente il problema dei contratti di soggiorno e dei biglietti per spettacoli e luoghi di cultura annullati a causa delle restrizioni. La norma ha stabilito che, in questi casi, si verificava una “sopravvenuta impossibilità della prestazione”, un concetto previsto dal Codice Civile che estingue l’obbligazione.

Tuttavia, invece del rimborso monetario immediato, il decreto ha introdotto uno strumento alternativo: il voucher. La normativa distingueva due casi principali:

  • Contratti di soggiorno: Per alberghi, B&B e altre strutture ricettive, la legge prevedeva la possibilità per l’operatore di offrire un rimborso monetario o, in alternativa, di emettere un voucher di pari importo, valido per un anno.
  • Biglietti per spettacoli, musei e cultura: Per l’acquisto di titoli di accesso a concerti, teatri, cinema, musei e altri eventi culturali, il decreto stabiliva che il venditore dovesse emettere un voucher di pari importo, sempre con validità di un anno dalla data di emissione. In questo caso, il voucher era presentato come l’unica opzione di rimborso.

Questa soluzione mirava a sostenere la liquidità delle imprese del settore, duramente colpite dalla crisi, ma ha creato notevoli disagi per i consumatori, che si sono visti negare il diritto alla restituzione del denaro speso.

L’evoluzione della normativa sui voucher

La normativa sui voucher non è rimasta statica. Sotto la spinta delle associazioni dei consumatori e degli interventi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e della Commissione Europea, le regole sono state modificate più volte. L’imposizione del voucher è stata considerata una violazione dei diritti dei passeggeri e dei consumatori sanciti a livello europeo.

I principali cambiamenti hanno riguardato due aspetti fondamentali:

  1. Estensione della validità: La durata iniziale di 12 mesi è stata progressivamente estesa, arrivando in alcuni casi fino a 30 mesi, per dare ai consumatori più tempo per utilizzare il buono.
  2. Diritto al rimborso monetario: Il punto più importante è stato il consolidamento del diritto del consumatore a ottenere un rimborso in denaro. La legislazione successiva ha chiarito che, alla scadenza del voucher, se questo non è stato utilizzato, il consumatore ha diritto alla restituzione dell’intera somma versata.

Cosa fare con i voucher non utilizzati

Molti consumatori potrebbero essere ancora in possesso di voucher emessi nel 2020 o 2021 e ormai scaduti. In questo caso, è fondamentale sapere che il diritto al rimborso monetario è pienamente esigibile. Se ti trovi in questa situazione, ecco i passi da seguire:

  • Verifica la data di scadenza: Controlla la data di emissione e la durata di validità del tuo voucher. Se è scaduto, puoi procedere con la richiesta di rimborso.
  • Invia una richiesta formale: Contatta l’operatore turistico, la compagnia aerea o l’organizzatore dell’evento tramite un canale tracciabile, come una PEC (Posta Elettronica Certificata) o una raccomandata con avviso di ricevimento.
  • Specifica la tua richiesta: Nella comunicazione, indica chiaramente i dati del voucher (numero, importo, data di emissione) e chiedi esplicitamente il rimborso monetario della somma, specificando che il buono è scaduto e non è stato utilizzato.
  • Indica un termine: Fai riferimento alla normativa vigente, che prevede che il rimborso debba avvenire entro 14 giorni dalla richiesta.

Se l’operatore si rifiuta di rimborsare la somma o non risponde, è possibile avviare le procedure di tutela previste dalla legge.

La tutela dei diritti dei consumatori

L’esperienza dei voucher durante la pandemia ha sottolineato l’importanza della tutela dei diritti dei consumatori. Sebbene le misure di emergenza fossero comprensibili, non possono annullare i principi fondamentali stabiliti dal Codice del Consumo e dalle normative europee. Il diritto al rimborso per un servizio non fruito a causa di cancellazione da parte del fornitore rimane un caposaldo. Se hai difficoltà a ottenere quanto ti spetta, è consigliabile rivolgersi a un’associazione di consumatori per ricevere supporto qualificato.

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Di admin