Con un’ordinanza del marzo 2020, il Tribunale di Roma ha disposto la sospensione del Presidente e di alcuni consiglieri del Consiglio Nazionale Forense (CNF), l’organo di vertice dell’avvocatura italiana. La decisione è scaturita da un ricorso che contestava la loro elezione per violazione della regola che impedisce di ricoprire la carica per più di due mandati consecutivi.

Il ricorso e la sospensione delle nomine

La vicenda ha origine da un ricorso cautelare presentato da diverse associazioni forensi e avvocati. I ricorrenti hanno sostenuto che la proclamazione di nove consiglieri, incluso il Presidente Andrea Mascherin, fosse illegittima. Il nodo della questione era la violazione di una norma fondamentale della legge professionale forense, che stabilisce un limite di due mandati consecutivi per i membri degli organi rappresentativi.

La seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha accolto il ricorso, ritenendo fondate le argomentazioni sulla violazione della normativa. Di conseguenza, ha ordinato la sospensione della proclamazione degli eletti, lasciando temporaneamente l’organo di vertice senza la sua guida principale e ripristinando la legalità della sua composizione.

Il principio di alternanza a tutela della democrazia

La decisione del tribunale non si è limitata a una mera applicazione formale della norma, ma ha richiamato principi di rango superiore. I giudici hanno sottolineato l’importanza del “principio di alternanza” nelle cariche elettive, un concetto già avallato in precedenza dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale. Questo principio è considerato fondamentale per garantire il pluralismo democratico e promuovere una più ampia partecipazione alla gestione degli ordini professionali.

L’obiettivo della norma sul doppio mandato è evitare la cristallizzazione delle posizioni di potere e favorire un costante rinnovamento della classe dirigente. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto l’urgenza di intervenire, poiché attendere i tempi di un giudizio ordinario avrebbe reso la decisione inefficace, con il consiglio che sarebbe giunto a scadenza naturale.

Cosa significa il limite dei mandati per la professione

Il divieto di ricoprire una carica per più di due mandati consecutivi è una regola di garanzia che ha impatti significativi sulla governance degli ordini professionali. Sebbene non riguardi direttamente i cittadini che si rivolgono a un avvocato, le sue conseguenze si riflettono sulla trasparenza e la dinamicità dell’intera categoria. I principali obiettivi di questa norma sono:

  • Promuovere il ricambio: Assicura che nuove energie e prospettive possano emergere, evitando che le stesse persone occupino posizioni di vertice per periodi eccessivamente lunghi.
  • Garantire il pluralismo: Favorisce la rappresentanza di diverse correnti di pensiero e aree geografiche all’interno degli organi direttivi.
  • Prevenire la concentrazione di potere: Limita il rischio che si creino posizioni dominanti o sistemi di potere consolidati, a vantaggio di una gestione più collegiale e trasparente.
  • Stimolare la partecipazione: Incoraggia un maggior numero di iscritti a candidarsi e a partecipare attivamente alla vita dell’ordine professionale.

La gestione transitoria del Consiglio Nazionale Forense

A seguito della sospensione, la guida del Consiglio Nazionale Forense è stata assunta dalla Vicepresidente, l’avvocato Maria Masi, che ha garantito la continuità operativa dell’istituzione. L’Organismo Congressuale Forense (OCF) ha espresso il proprio sostegno alla nuova reggenza, sottolineando la necessità di mantenere l’unità dell’avvocatura e di assicurare la piena funzionalità dell’organo, specialmente in un periodo complesso come quello dell’emergenza sanitaria del 2020.

La decisione del Tribunale ha quindi avviato un processo di ripristino della legalità nella composizione dell’organo, riaffermando che le regole sull’elettorato passivo e sulla durata delle cariche sono pilastri non negoziabili per la corretta rappresentanza professionale. Questa vicenda sottolinea l’importanza delle norme che governano gli ordini professionali, pensate per assicurare trasparenza e democrazia interna, principi che si riflettono sulla qualità del servizio offerto a tutti i cittadini.

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Di admin