L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus ha imposto una profonda revisione delle responsabilità e degli obblighi per molte figure professionali, inclusi gli amministratori di condominio. Le misure restrittive emanate dal Governo per contenere il contagio hanno avuto un impatto diretto sulla gestione condominiale, sollevando interrogativi sulla possibile imputabilità degli amministratori in caso di mancato rispetto delle normative.
Le Misure di Emergenza e l’Impatto sul Condominio
Con i decreti emessi nel pieno della crisi sanitaria, sono state introdotte regole stringenti per limitare gli spostamenti e, soprattutto, per evitare assembramenti di persone. Il principio fondamentale era il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Questa disposizione, di carattere generale, ha trovato applicazione diretta anche nella vita condominiale, un contesto dove le interazioni tra residenti e le riunioni sono all’ordine del giorno.
L’amministratore, in qualità di mandatario dei condòmini, si è trovato a dover bilanciare i propri doveri gestionali con un obbligo superiore di tutela della salute pubblica e dei residenti. Ogni attività che comportasse il rischio di creare affollamenti, anche di piccole dimensioni, doveva essere riconsiderata e, se non essenziale, posticipata.
La Responsabilità Penale dell’Amministratore
Il mancato rispetto dei provvedimenti legalmente dati dall’autorità per ragioni di igiene e sicurezza pubblica poteva configurare una violazione dell’articolo 650 del Codice Penale. Questa norma si applica a “chiunque” non osservi tali provvedimenti, senza escludere figure professionali come gli amministratori di condominio. Di conseguenza, un amministratore che avesse convocato un’assemblea in presenza, ignorando i divieti, si sarebbe esposto a un concreto rischio di incriminazione.
La mancanza di una norma specifica per il settore condominiale nei primi decreti ha creato incertezza, ma il principio generale della “distanza di sicurezza” e il divieto di assembramento erano sufficienti a delineare un quadro di responsabilità. L’amministratore era tenuto ad agire con la massima diligenza, ponendo la tutela della salute come priorità assoluta.
Assemblee Condominiali: Divieti e Alternative
Il punto più critico ha riguardato le assemblee condominiali. Essendo per loro natura un momento di riunione, sono state tra le prime attività a essere sospese. Successivi chiarimenti governativi hanno confermato in modo esplicito il divieto di svolgere assemblee in presenza, equiparandole a tutti gli effetti ad assembramenti vietati.
L’unica modalità consentita per procedere con riunioni necessarie è diventata quella a distanza. Questo ha spinto il settore ad accelerare l’adozione di strumenti tecnologici per la gestione delle assemblee online, garantendo al contempo il rispetto delle normative su convocazioni e delibere. Le principali indicazioni operative per gli amministratori durante l’emergenza erano:
- Sospendere la convocazione di qualsiasi assemblea condominiale in presenza.
- Privilegiare modalità di comunicazione a distanza con i condòmini.
- Rinviare tutte le attività gestionali non urgenti che richiedessero incontri o sopralluoghi non indispensabili.
- Organizzare le assemblee esclusivamente in via telematica, qualora fossero indifferibili.
Cosa Insegna l’Emergenza ai Consumatori
L’esperienza della pandemia ha chiarito alcuni principi fondamentali per i residenti di un condominio. In situazioni di emergenza sanitaria o di sicurezza pubblica, l’amministratore ha il dovere di applicare con rigore le disposizioni delle autorità, anche se questo comporta il rinvio di decisioni o lavori. La sua responsabilità principale diventa quella di proteggere la comunità che amministra.
Per i condòmini, questo significa comprendere la necessità di posticipare questioni non urgenti e collaborare con l’amministratore nell’adottare soluzioni alternative, come le riunioni a distanza. La diligenza richiesta a un amministratore in tempi ordinari si misura sulla gestione efficiente del bene comune; in tempi straordinari, si misura prima di tutto sulla sua capacità di garantire la sicurezza e la salute dei residenti.
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