L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha imposto a Revolut sanzioni per un totale di oltre 11 milioni di euro. La decisione è arrivata al termine di un’istruttoria che ha rilevato diverse pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori, relative alla promozione di servizi di investimento, alla gestione dei conti correnti e alla trasparenza sulle coordinate bancarie.

Pubblicità ingannevole sugli investimenti “senza commissioni”

Una parte significativa della sanzione, pari a 5 milioni di euro, è stata comminata per la comunicazione poco trasparente riguardo ai servizi di investimento, in particolare quelli pubblicizzati come “a commissioni zero”. Secondo l’Antitrust, Revolut ha omesso informazioni essenziali, inducendo i consumatori a prendere decisioni di investimento non pienamente consapevoli. Questa pratica viola il Codice del Consumo perché non fornisce un quadro chiaro e completo dell’offerta.

Le principali criticità riscontrate dall’Autorità includono:

  • Costi nascosti: La promozione non chiariva da subito la presenza di ulteriori costi e commissioni applicabili alle operazioni di trading.
  • Natura delle azioni frazionate: Non venivano spiegate in modo esauriente le notevoli differenze tra le azioni frazionate e le azioni intere, soprattutto in termini di rischi, diritti di proprietà e trasferibilità.
  • Mancanza di trasparenza iniziale: Le informazioni cruciali non erano immediatamente disponibili per il consumatore fin dal primo contatto pubblicitario, ma emergevano solo in una fase successiva.

Blocco dei conti e gestione aggressiva dei fondi

Un’altra sanzione da 5 milioni di euro riguarda le modalità aggressive con cui Revolut ha gestito la sospensione, la limitazione e il blocco dei conti dei propri clienti. L’Autorità ha stabilito che la società ha ostacolato l’esercizio dei diritti contrattuali degli utenti, limitando l’accesso ai loro fondi senza un preavviso adeguato e senza fornire l’assistenza necessaria. Questa condotta ha creato notevoli disagi, impedendo ai consumatori di disporre del proprio denaro per esigenze quotidiane, anche urgenti.

Le mancanze specifiche evidenziate sono:

  • Informazioni precontrattuali insufficienti: Le condizioni e le modalità di sospensione del conto non erano spiegate chiaramente prima della sottoscrizione del contratto.
  • Assenza di preavviso: Le restrizioni venivano applicate senza un’adeguata comunicazione preventiva all’utente.
  • Assistenza inadeguata: Una volta bloccato il conto, i clienti non ricevevano un supporto efficace per comprendere le motivazioni e risolvere il problema.

Scarsa chiarezza sull’ottenimento dell’IBAN italiano

La terza sanzione, per un importo di 1,5 milioni di euro, è stata inflitta per la mancanza di informazioni chiare e complete sulle procedure per ottenere un IBAN italiano (con prefisso IT) in sostituzione di quello lituano (LT). Molti consumatori hanno lamentato difficoltà e ritardi, trovandosi nell’impossibilità di accreditare lo stipendio o domiciliare le utenze a causa della diffidenza di alcuni operatori verso IBAN stranieri, nonostante la normativa europea vieti tale discriminazione.

Cosa significa per i consumatori e come tutelarsi

La decisione dell’AGCM rafforza un principio fondamentale: anche le fintech e le banche digitali devono rispettare le normative a tutela dei consumatori, garantendo massima trasparenza e correttezza. Per i clienti, questo provvedimento rappresenta un importante precedente. Chi ha subito disagi a causa di pratiche simili può far valere i propri diritti. È sempre consigliabile adottare alcune precauzioni:

  1. Leggere attentamente i contratti: Prima di sottoscrivere qualsiasi servizio finanziario, è fondamentale leggere con attenzione tutti i termini e le condizioni, prestando particolare attenzione alle clausole su costi, commissioni e recesso.
  2. Conservare la documentazione: È utile salvare copie di contratti, comunicazioni pubblicitarie e scambi di email con il servizio clienti.
  3. Monitorare il proprio conto: Controllare regolarmente l’estratto conto e le notifiche per individuare tempestivamente eventuali addebiti anomali o restrizioni impreviste.
  4. Segnalare le irregolarità: In caso di problemi, il primo passo è contattare il servizio clienti della società. Se la risposta non è soddisfacente, è possibile rivolgersi a un’associazione di consumatori per ricevere assistenza.

Il provvedimento dell’Antitrust contro Revolut serve da monito per l’intero settore dei servizi finanziari digitali, sottolineando che l’innovazione non può andare a discapito della chiarezza e della tutela dei diritti dei clienti.

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Di admin