L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha ribadito la propria preoccupazione riguardo all’esposizione dei consumatori all’arsenico inorganico attraverso l’alimentazione. Una recente valutazione ha confermato i rischi per la salute già evidenziati in studi precedenti, sottolineando come l’assunzione di questo contaminante, anche a basse dosi ma per periodi prolungati, possa rappresentare un pericolo concreto. L’analisi si basa su nuovi studi scientifici che hanno permesso di definire con maggiore precisione gli effetti tossici di questa sostanza.
Cos’è l’arsenico e in quali alimenti si trova
L’arsenico è un elemento chimico largamente presente nell’ambiente, sia per cause naturali, come l’erosione delle rocce, sia come conseguenza di attività umane, quali l’inquinamento industriale e l’uso di pesticidi in passato. Esiste in due forme principali: organica e inorganica. La forma inorganica è considerata più tossica e la sua presenza negli alimenti è fonte di attenzione per le agenzie di sicurezza alimentare.
La principale via di esposizione per la popolazione europea è il cibo. Sebbene l’arsenico possa contaminare diversi prodotti, alcuni alimenti contribuiscono in modo più significativo all’assunzione giornaliera. Tra questi, i principali sono:
- Riso e prodotti a base di riso: La pianta del riso tende ad assorbire l’arsenico dal terreno e dall’acqua più facilmente di altre colture. Di conseguenza, prodotti come gallette, bevande e pasta di riso possono contenerne quantità rilevanti.
- Cereali e derivati: Anche altri cereali, come frumento e orzo, e i prodotti da essi derivati (pane, pasta, biscotti) possono contribuire all’esposizione complessiva.
- Acqua potabile: Sebbene in Europa i livelli di arsenico nell’acqua di rubinetto siano generalmente bassi e strettamente monitorati, in alcune aree geologiche specifiche può rappresentare una fonte di esposizione non trascurabile.
I rischi per la salute confermati dall’EFSA
L’assunzione cronica di arsenico inorganico è associata a una serie di gravi problemi di salute. Studi epidemiologici hanno dimostrato un legame con un aumento del rischio di sviluppare diverse forme di cancro, in particolare alla pelle, ai polmoni e alla vescica. Oltre agli effetti cancerogeni, l’esposizione prolungata può causare lesioni cutanee, problemi cardiovascolari, disturbi dello sviluppo neurologico e diabete.
Per valutare il rischio legato a sostanze che possono danneggiare il DNA e causare il cancro, l’EFSA utilizza un approccio scientifico chiamato “Margine di Esposizione” (MOE). Questo indicatore mette in rapporto la dose alla quale si osserva un piccolo effetto nocivo negli studi con il livello di esposizione della popolazione. Un valore di MOE basso indica una maggiore preoccupazione per la salute pubblica. La valutazione dell’EFSA ha rivelato che i valori di MOE per l’arsenico inorganico negli adulti europei sono bassi, suggerendo che l’attuale livello di esposizione rappresenta un potenziale rischio per la salute.
Consigli pratici per ridurre l’esposizione
Sebbene non sia possibile eliminare completamente l’arsenico dalla dieta, i consumatori possono adottare alcune semplici abitudini per ridurne significativamente l’assunzione. La chiave è la consapevolezza e la diversificazione delle scelte alimentari.
Ecco alcune azioni concrete che possono essere intraprese:
- Variare la dieta: Alternare il consumo di riso con altri cereali come mais, miglio, quinoa o grano saraceno aiuta a non concentrare l’esposizione da un’unica fonte.
- Sciacquare bene il riso: Prima della cottura, è consigliabile lavare abbondantemente il riso sotto acqua corrente. Questo processo aiuta a rimuovere una parte dell’arsenico presente sulla superficie del chicco.
- Cuocere il riso in abbondante acqua: Cuocere il riso utilizzando un rapporto acqua/riso più elevato (ad esempio, 6-10 parti di acqua per 1 parte di riso) e scolare l’acqua in eccesso a fine cottura può ridurre il contenuto di arsenico inorganico fino al 50-60%.
- Limitare i prodotti a base di riso per i bambini: I più piccoli sono particolarmente vulnerabili agli effetti tossici dell’arsenico. È buona norma variare la loro alimentazione, limitando il consumo frequente di bevande di riso, gallette e altri snack a base di questo cereale.
Adottare queste precauzioni non significa eliminare alimenti importanti dalla propria tavola, ma gestirne il consumo in modo più informato e sicuro, proteggendo la propria salute e quella della propria famiglia.
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