Il passaggio di centinaia di migliaia di clienti da Intesa Sanpaolo a Isybank, la banca digitale del gruppo, ha generato notevole preoccupazione tra i consumatori. L’operazione, presentata come un’evoluzione verso servizi più moderni, ha sollevato importanti questioni relative alla trasparenza della comunicazione, al consenso informato e alla tutela dei diritti dei correntisti, specialmente quelli meno avvezzi agli strumenti esclusivamente digitali.

Come è avvenuto il trasferimento a Isybank

L’operazione ha coinvolto un numero significativo di clienti, inizialmente circa 300.000, con l’obiettivo di estendere il passaggio a diversi milioni di correntisti. I clienti selezionati erano stati profilati come “prevalentemente digitali”, ovvero coloro che utilizzavano raramente o mai gli sportelli fisici, operando quasi esclusivamente tramite home banking e app. Tuttavia, la modalità con cui è stato comunicato il trasferimento è stata uno dei punti più critici. Molti clienti hanno ricevuto una semplice notifica nell’archivio della propria app bancaria, un messaggio facile da ignorare o da non comprendere appieno nella sua portata. La procedura si basava sul principio del “silenzio-assenso”, secondo cui la mancata opposizione del cliente entro una certa data equivaleva all’accettazione del trasferimento.

Le criticità emerse per i consumatori

Questa modalità operativa ha causato disagi e proteste, evidenziando diverse problematiche che hanno penalizzato i risparmiatori. La transizione a una banca puramente digitale come Isybank, priva di filiali fisiche, rappresenta un cambiamento contrattuale sostanziale che non può essere gestito con leggerezza.

Le principali criticità segnalate includono:

  • Comunicazione poco trasparente: La notifica nascosta nell’area archivio dell’app non è stata considerata un metodo adeguato per informare i clienti di una modifica così importante, che comporta la chiusura di un conto e l’apertura di un altro presso un istituto diverso, seppur parte dello stesso gruppo.
  • Perdita di servizi e operatività: Isybank offre un paniere di servizi differente e, in alcuni casi, più limitato rispetto a un conto tradizionale Intesa Sanpaolo. I clienti trasferiti hanno perso il riferimento della filiale fisica, un punto di contatto essenziale per operazioni complesse, consulenza o semplicemente per chi non ha piena dimestichezza con la tecnologia.
  • Impatto sui clienti vulnerabili: Anche tra i clienti definiti “digitali”, molti non sono nativi digitali. Persone anziane o con scarse competenze informatiche si sono trovate improvvisamente private della possibilità di recarsi in filiale per gestire i propri risparmi, con evidenti difficoltà operative.
  • Mancanza di consenso esplicito: Il principio del silenzio-assenso è stato contestato in quanto non adeguato per una variazione unilaterale così profonda del contratto, che avrebbe richiesto un consenso attivo e inequivocabile da parte del cliente.

L’intervento delle Autorità e i diritti dei clienti

Le numerose segnalazioni dei consumatori hanno portato all’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). L’Antitrust ha avviato un’istruttoria e ha disposto in via cautelare la sospensione dei passaggi forzati, ritenendo che la comunicazione di Intesa Sanpaolo fosse ambigua e non sufficientemente chiara. Secondo l’Autorità, i clienti non erano stati messi nelle condizioni di comprendere appieno la natura del cambiamento e di esercitare consapevolmente il proprio diritto di opposizione. A seguito di questo intervento, la banca è stata obbligata a rivedere le proprie procedure, a informare nuovamente i clienti in modo più diretto e a prorogare i termini per consentire a chiunque lo desiderasse di rifiutare il trasferimento e rimanere in Intesa Sanpaolo. Anche chi era già stato trasferito ha avuto la possibilità di chiedere il ripristino del precedente rapporto contrattuale.

Cosa fare in caso di dubbi sul proprio conto

La vicenda Isybank sottolinea l’importanza per ogni correntista di prestare massima attenzione a tutte le comunicazioni inviate dalla propria banca, anche quelle che possono sembrare semplici notifiche di routine. È fondamentale leggere attentamente ogni documento per comprendere eventuali modifiche contrattuali. Se si nutrono dubbi sulla propria situazione o si ritiene di aver subito un passaggio non desiderato, il primo passo è contattare direttamente l’istituto di credito per chiedere chiarimenti. È un diritto del consumatore ricevere informazioni complete e trasparenti e poter scegliere liberamente i servizi bancari più adatti alle proprie esigenze.

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Di admin