Cresce il numero di segnalazioni da parte di risparmiatori che hanno investito in progetti di crowdfunding immobiliare a Bologna, lamentando il mancato riconoscimento dei guadagni previsti. La vicenda coinvolge le società Scarpino Spa e Build Lenders, contro le quali diverse associazioni di consumatori hanno avviato un’azione legale collettiva per tutelare gli investitori coinvolti.

Il caso del crowdfunding immobiliare a Bologna

L’attenzione si è concentrata inizialmente su un progetto immobiliare situato in Via della Repubblica a San Lazzaro di Savena, nel bolognese. Secondo le denunce degli investitori, nonostante l’operazione si sia conclusa formalmente nel gennaio 2022, i rendimenti promessi non sarebbero stati corrisposti. Questa situazione ha spinto un gruppo di risparmiatori a rivolgersi alle associazioni di tutela per avviare una class action mirata a ottenere il risarcimento dei danni subiti.

L’eco mediatica di questa prima azione legale ha portato alla luce un secondo caso, simile nelle modalità e negli esiti. Altri investitori hanno infatti segnalato problemi analoghi relativi a un diverso progetto, sempre a Bologna, che prevedeva la riqualificazione di un vecchio laboratorio e la ristrutturazione di un negozio adiacente. Anche in questa circostanza, i partecipanti lamentano difficoltà nel ricevere i rendimenti pattuiti, delineando un quadro di criticità più ampio.

Crowdfunding immobiliare: opportunità e rischi

Il crowdfunding immobiliare è una forma di investimento collettivo che permette a più persone di finanziare un progetto edilizio attraverso piattaforme online, con la promessa di un ritorno economico. Sebbene possa rappresentare un’opportunità interessante, comporta anche dei rischi che ogni risparmiatore dovrebbe conoscere prima di investire.

È fondamentale valutare con attenzione ogni proposta, analizzando la solidità della società proponente e la trasparenza del progetto. Tra i principali rischi associati a questa modalità di investimento figurano:

  • Mancato raggiungimento dei rendimenti: I guadagni promessi sono spesso delle stime e non sono garantiti. Il rendimento effettivo può essere inferiore alle attese o, in alcuni casi, nullo.
  • Perdita del capitale investito: In caso di fallimento del progetto immobiliare, gli investitori rischiano di perdere in parte o totalmente il capitale versato.
  • Ritardi nell’esecuzione: Problemi burocratici, costruttivi o di mercato possono causare ritardi significativi, posticipando la liquidazione dell’investimento e la distribuzione dei profitti.
  • Scarsa liquidità: A differenza di altri strumenti finanziari, le quote di un progetto di crowdfunding immobiliare possono essere difficili da vendere prima della conclusione dell’operazione.
  • Affidabilità del proponente: Il successo dell’investimento dipende in larga misura dalla competenza, serietà e trasparenza della società che gestisce il progetto.

Cosa fare in caso di problemi con gli investimenti

Gli investitori che si trovano ad affrontare problemi come il mancato pagamento dei rendimenti hanno a disposizione diversi strumenti di tutela. Il primo passo consiste nel raccogliere tutta la documentazione relativa all’investimento, inclusi il contratto, il materiale informativo e le comunicazioni intercorse con la società. È importante verificare attentamente le clausole contrattuali per comprendere i propri diritti e gli obblighi della controparte.

Successivamente, è consigliabile inviare una comunicazione formale alla società per richiedere chiarimenti e il pagamento di quanto dovuto. Se queste azioni non portano a una soluzione, è possibile valutare un’azione legale. Unirsi a una class action, come nel caso di Bologna, può essere vantaggioso perché permette di condividere i costi legali e di dare maggior peso alla propria richiesta.

Per chi si trova in una situazione simile o ha dubbi sulla solidità di un investimento immobiliare, è cruciale agire con tempestività e cercare il supporto di professionisti qualificati per una valutazione completa del caso.

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Di admin