Chi estingue un finanziamento prima della scadenza naturale ha diritto a un rimborso proporzionale di tutti i costi sostenuti, non solo degli interessi. Questo principio, fondamentale per la tutela dei consumatori, è stato consolidato da una sentenza della Corte Costituzionale che ha rimosso le limitazioni precedentemente imposte dalla legge italiana, allineandola alle normative europee.

Il principio stabilito dalla Corte Costituzionale

Con la sentenza n. 263 del 2022, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima una norma che limitava il diritto al rimborso per i consumatori che estinguevano anticipatamente un prestito. In particolare, la legge precedente escludeva dal calcolo della riduzione alcune tipologie di costi, specialmente per i contratti stipulati prima del luglio 2021.

La decisione della Corte si basa su un’interpretazione consolidata a livello europeo, derivante dalla direttiva 2008/48/CE e chiarita da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (nota come caso Lexitor). Secondo questo orientamento, il diritto alla riduzione del costo totale del credito deve includere tutti gli oneri a carico del consumatore, senza distinzioni.

Di conseguenza, la limitazione imposta dalla normativa italiana è stata giudicata in contrasto con il diritto comunitario, ristabilendo un principio di equità per tutti i consumatori. La sentenza ha un effetto retroattivo, aprendo la porta a richieste di rimborso anche per contratti conclusi in passato.

Quali costi devono essere rimborsati?

Il punto centrale della questione riguarda la tipologia di costi che devono essere rimborsati. In passato, banche e società finanziarie tendevano a restituire solo i costi legati alla durata del finanziamento (costi recurring o time-dependent), come gli interessi non ancora maturati. Venivano invece esclusi i costi sostenuti al momento della stipula del contratto (costi upfront o time-independent), giustificandoli come spese per servizi già interamente fruiti.

La sentenza della Corte Costituzionale, in linea con l’orientamento europeo, ha chiarito che la riduzione deve applicarsi a tutti i costi inclusi nel costo totale del credito. Il rimborso deve essere calcolato in proporzione alla durata residua del contratto. Tra i costi che danno diritto a un rimborso parziale rientrano:

  • Spese di istruttoria della pratica: i costi sostenuti dalla finanziaria per valutare la richiesta di prestito.
  • Commissioni di intermediazione: le somme pagate a mediatori creditizi o agenti.
  • Costi per polizze assicurative obbligatorie: i premi per le assicurazioni vita o impiego, spesso imposte contestualmente al finanziamento.
  • Commissioni di incasso rata e gestione pratica: spese periodiche addebitate per la gestione del rapporto.
  • Altre commissioni e oneri: qualsiasi altro costo applicato al momento della firma del contratto.

Il calcolo del rimborso deve essere proporzionale. Ad esempio, se un finanziamento di 120 mesi viene estinto dopo 70 mesi, il consumatore ha diritto alla restituzione dei 50/120 dei costi totali sostenuti.

Cosa fare per ottenere il rimborso

I consumatori che hanno estinto anticipatamente un finanziamento, come una cessione del quinto dello stipendio o un prestito personale, possono attivarsi per recuperare le somme non correttamente rimborsate. Questo diritto si applica in particolare ai contratti conclusi dopo il 1° giugno 2010 e prima del 25 luglio 2021, periodo in cui la normativa italiana non era pienamente allineata a quella europea.

Il primo passo consiste nell’inviare un reclamo formale all’istituto di credito o alla società finanziaria che ha erogato il prestito. La richiesta deve essere inviata tramite posta elettronica certificata (PEC) o raccomandata con avviso di ricevimento, specificando i dettagli del contratto e chiedendo il ricalcolo del rimborso dovuto sulla base dei principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.

Se la finanziaria non risponde entro i termini previsti (generalmente 60 giorni) o fornisce una risposta negativa, il consumatore può presentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Si tratta di un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie, più rapido ed economico rispetto a una causa in tribunale, che spesso si rivela efficace in questi casi.

È consigliabile conservare tutta la documentazione relativa al finanziamento, inclusi il contratto originale e la ricevuta di estinzione anticipata, che riporta il dettaglio dei conteggi effettuati dall’intermediario.

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Di admin