Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, in linea con una sentenza della Corte Costituzionale, ha chiarito definitivamente le regole per l’esenzione IMU sull’abitazione principale, introducendo un’importante novità per i coniugi con residenze separate. Viene superato il vecchio principio legato al “nucleo familiare”, aprendo alla possibilità di una doppia esenzione se entrambi i coniugi risiedono e dimorano abitualmente in due immobili diversi.

La svolta della Corte Costituzionale: cade il vincolo del nucleo familiare

Il cambiamento fondamentale nasce dalla sentenza n. 209 del 13 ottobre 2022 della Corte Costituzionale. In passato, l’esenzione IMU per l’abitazione principale era spesso negata a uno dei due coniugi se questi avevano residenze in immobili differenti, poiché la legge legava il beneficio alla residenza del “nucleo familiare”.

La Consulta ha dichiarato illegittima questa interpretazione, stabilendo un nuovo criterio basato esclusivamente sulla situazione del singolo possessore dell’immobile. Ora, per “abitazione principale” si intende l’immobile in cui il possessore ha stabilito, in modo verificabile, la propria residenza anagrafica e la propria dimora abituale. Di conseguenza, il concetto di residenza del nucleo familiare non è più un ostacolo per ottenere l’agevolazione fiscale.

L’ordinanza della Cassazione che consolida il nuovo principio

L’ordinanza n. 32339/2022 della Corte di Cassazione ha applicato direttamente questo nuovo principio a un caso concreto. Una contribuente si era vista negare l’esenzione IMU per la sua abitazione, poiché il marito risiedeva in un altro Comune. Le commissioni tributarie avevano respinto il suo ricorso, basandosi sulla vecchia logica del nucleo familiare.

La Cassazione, invece, ha accolto le ragioni della donna, ribadendo che, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, l’unico elemento da valutare è la residenza anagrafica e la dimora abituale del singolo proprietario. Se un coniuge vive effettivamente in un immobile diverso da quello dell’altro, ha diritto all’esenzione, a prescindere dalla composizione del nucleo familiare.

Requisiti per ottenere la doppia esenzione IMU

Per poter beneficiare della doppia esenzione, non è sufficiente una semplice dichiarazione. I coniugi devono dimostrare che le loro diverse residenze sono reali e non fittizie. I requisiti essenziali sono i seguenti:

  • Residenza anagrafica distinta: Ciascun coniuge deve avere la propria residenza anagrafica registrata nell’immobile per cui richiede l’esenzione.
  • Dimora abituale effettiva: Questo è il criterio più importante. Entrambi devono vivere abitualmente nell’immobile dichiarato come abitazione principale. La residenza deve corrispondere al luogo in cui si svolge la vita quotidiana e sociale della persona.
  • Proprietà o diritto reale: Ciascun coniuge deve essere possessore dell’immobile (proprietario o titolare di un diritto reale come usufrutto o uso).
  • Immobili in comuni diversi (o nello stesso comune): Sebbene il caso trattato riguardasse immobili in comuni diversi, il principio si applica a tutte le situazioni in cui sia dimostrabile una reale e distinta dimora abituale, anche all’interno dello stesso comune, se le esigenze di vita lo giustificano (ad esempio, per motivi di lavoro).

Cosa cambia per i contribuenti e i controlli dei Comuni

Questa evoluzione normativa rappresenta un importante diritto per i contribuenti, ma è fondamentale agire con trasparenza. I Comuni hanno il potere di effettuare controlli per verificare l’effettività della dimora abituale e contrastare eventuali abusi. La semplice registrazione anagrafica non è sufficiente se non supportata da prove concrete.

Gli uffici tributari possono verificare la veridicità della dimora attraverso vari elementi, come:

  • Le utenze domestiche (acqua, luce, gas) intestate alla persona e con consumi congrui a un utilizzo reale.
  • La scelta del medico di base.
  • Il luogo di lavoro o di studio dei figli.
  • Qualsiasi altro elemento che dimostri che il centro degli interessi personali e familiari si trova effettivamente in quell’abitazione.

Pertanto, chi intende avvalersi della doppia esenzione deve essere pronto a dimostrare che la separazione delle residenze è una scelta di vita reale e non un mero espediente per evitare il pagamento dell’imposta.

In conclusione, la possibilità di ottenere una doppia esenzione IMU è un diritto consolidato per i coniugi che vivono in case diverse, a condizione che la residenza e la dimora abituale siano reali e dimostrabili. È consigliabile conservare tutta la documentazione utile a provare l’effettiva abitualità della dimora in caso di accertamenti da parte del Comune.

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Di admin