La pubblicazione di fotografie di minori sui social network è una questione delicata, che richiede massima attenzione e il rispetto di regole precise a tutela della privacy e dell’immagine del bambino. Un caso emblematico, deciso dal Tribunale di Rieti, ha portato alla condanna di una zia a un risarcimento di 5.000 euro per aver condiviso su Facebook immagini dei nipoti senza il consenso del padre, dimostrando come un gesto apparentemente innocuo possa avere conseguenze legali significative.
Il caso: pubblicazione di foto senza il consenso di un genitore
La vicenda giudiziaria ha avuto origine dalla decisione di una donna di pubblicare foto e video dei suoi nipoti minorenni sul proprio profilo Facebook. L’azione è stata compiuta senza aver ottenuto il permesso del padre dei bambini, il quale si era esplicitamente opposto all’esposizione mediatica dei figli. La situazione è stata aggravata da due fattori determinanti: la visibilità pubblica dei contenuti e la mancata rimozione delle immagini anche dopo aver ricevuto una diffida formale.
Il Tribunale di Rieti, con la sentenza n. 443 del 17 ottobre 2022, ha riconosciuto la violazione del diritto alla riservatezza dei minori. La donna è stata condannata a risarcire il padre con una somma di 5.000 euro, stabilendo che la pubblicazione illecita costituisce un danno risarcibile, anche se le foto sono state rimosse in un secondo momento.
Le regole sulla privacy e l’immagine dei minori
La normativa sulla privacy, in particolare il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), considera le immagini come dati personali e ne rafforza la tutela quando si tratta di minorenni. Per la pubblicazione o diffusione di una foto di un minore è indispensabile il consenso di entrambi i genitori, in qualità di esercenti la responsabilità genitoriale.
Il principio chiave è che il dissenso anche di un solo genitore rende la pubblicazione illegittima. Non ha alcuna rilevanza il legame di parentela tra chi pubblica la foto e il minore, né il fatto che le immagini siano state ottenute legittimamente. La protezione del minore prevale, come sancito anche dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, dall’articolo 10 del Codice Civile e dall’articolo 2 della Costituzione.
Diritti dei genitori e azioni a tutela dei figli
Un genitore che scopre la pubblicazione non autorizzata di foto del proprio figlio ha a disposizione diversi strumenti di tutela. È fondamentale agire in modo tempestivo per limitare la diffusione delle immagini e proteggere la privacy del minore. Ecco i passaggi consigliati:
- Richiesta di rimozione diretta: Il primo passo è contattare la persona che ha pubblicato le foto e chiederne l’immediata cancellazione in via informale.
- Diffida formale: Se la richiesta amichevole non ottiene risultati, è necessario inviare una comunicazione formale, preferibilmente tramite un avvocato, intimando la rimozione dei contenuti e avvisando di possibili azioni legali.
- Segnalazione alla piattaforma social: Tutti i principali social network dispongono di procedure per segnalare contenuti che violano la privacy, specialmente quando coinvolgono minori. Questa azione può portare a una rapida rimozione da parte del gestore del servizio.
- Ricorso all’autorità giudiziaria: Come ultima istanza, è possibile rivolgersi a un tribunale per ottenere un provvedimento d’urgenza che ordini la rimozione delle immagini e per richiedere il risarcimento dei danni subiti.
Questo caso giudiziario sottolinea l’importanza di un approccio consapevole e rispettoso alla condivisione di contenuti online che riguardano i minori. La legge tutela in modo rigoroso il loro diritto alla riservatezza, e ignorare il volere di un genitore può comportare serie responsabilità civili.
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