L’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) è un organismo indipendente e imparziale che offre una soluzione alternativa, rapida ed economica per risolvere le controversie tra i consumatori e gli intermediari finanziari, come banche e società finanziarie. Istituito presso la Banca d’Italia, l’ABF rappresenta uno strumento di tutela stragiudiziale, concepito per evitare i costi e le lunghe tempistiche dei procedimenti giudiziari ordinari.

Cos’è e a cosa serve l’Arbitro Bancario e Finanziario

L’Arbitro Bancario e Finanziario è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (noto come ADR, Alternative Dispute Resolution) che si occupa di problemi sorti tra clienti e intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. La sua funzione è decidere chi ha ragione sulla base della documentazione presentata dalle parti, senza la necessità di un processo in tribunale.

Le decisioni dell’ABF non sono sentenze, ma se l’intermediario non le rispetta, la sua inadempienza viene resa pubblica. Questa forma di “sanzione reputazionale” si rivela spesso molto efficace, spingendo la maggior parte degli intermediari a conformarsi alle decisioni.

Quali controversie può risolvere l’ABF

L’ABF è competente per una vasta gamma di questioni, purché relative a operazioni e servizi bancari e finanziari. Tra i casi più comuni rientrano:

  • Conti correnti e carte di credito o debito
  • Mutui e prestiti personali
  • Cessione del quinto dello stipendio o della pensione
  • Segnalazioni errate nelle centrali rischi (come la CRIF)
  • Problemi legati alla trasparenza e alla correttezza delle condizioni contrattuali

È importante notare che il ricorso all’ABF è possibile per controversie il cui valore non superi i 200.000 euro, se la richiesta del cliente prevede il pagamento di una somma di denaro. Se, invece, la richiesta non ha un valore economico definito (ad esempio, la cancellazione di una segnalazione o la nullità di un contratto), non ci sono limiti di importo.

Come presentare ricorso all’ABF: la procedura

La procedura per rivolgersi all’Arbitro Bancario e Finanziario è interamente digitale e studiata per essere accessibile. Prima di avviare il ricorso, è tuttavia obbligatorio un passaggio preliminare.

Il percorso da seguire si articola in questi passaggi fondamentali:

  1. Il reclamo all’intermediario: Il primo passo obbligatorio è inviare un reclamo scritto (tramite PEC, raccomandata A/R o altri canali tracciabili) direttamente alla banca o alla società finanziaria con cui è sorta la controversia. Questo documento deve spiegare chiaramente il problema e la soluzione richiesta.
  2. L’attesa della risposta: L’intermediario ha 60 giorni di tempo per rispondere al reclamo. Se la risposta non arriva entro questo termine, o se è ritenuta insoddisfacente, il cliente può procedere con il passo successivo.
  3. La presentazione del ricorso all’ABF: Il ricorso si presenta esclusivamente online, attraverso il portale ufficiale dell’ABF. È necessario registrarsi e compilare il modulo con tutti i dati richiesti, allegando la documentazione pertinente (contratti, corrispondenza, il reclamo inviato e l’eventuale risposta).
  4. Tempistiche e costi: Il ricorso deve essere presentato entro 12 mesi dalla data di invio del reclamo all’intermediario. La procedura ha un costo simbolico di 20 euro, che vengono rimborsati al cliente se il ricorso viene accolto.

La decisione dell’ABF e i diritti del consumatore

Una volta ricevuto il ricorso, l’ABF avvia un contraddittorio in cui l’intermediario ha la possibilità di presentare le proprie controdeduzioni. La decisione finale viene presa da un Collegio, un organo composto da esperti del settore, sulla base esclusiva dei documenti forniti. Non sono previste udienze o testimonianze dirette.

Se il Collegio dà ragione al cliente, stabilisce le azioni che l’intermediario deve compiere, come ad esempio restituire somme non dovute, modificare condizioni contrattuali o cancellare segnalazioni illegittime. L’intermediario ha un termine per adempiere alla decisione.

Come già accennato, in caso di inadempimento, il nome dell’intermediario viene pubblicato sul sito dell’ABF e, per un certo periodo, anche sulla home page del sito web dell’intermediario stesso. È importante sottolineare che, anche dopo la decisione dell’ABF, il cliente conserva il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria per far valere i propri diritti.

Rivolgersi all’ABF rappresenta quindi un’opzione efficace e a basso costo per i consumatori che ritengono di aver subito un torto da parte di un istituto di credito, offrendo una via concreta per ottenere giustizia senza affrontare le complessità di una causa legale.

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Di admin