La Riforma Cartabia (decreto legislativo n. 150/2022) ha introdotto significative modifiche al sistema penale italiano, ampliando il numero di reati che possono essere perseguiti solo su querela della persona offesa. Sebbene il titolo faccia riferimento alla data iniziale del 1° novembre 2022, è importante precisare che l’entrata in vigore effettiva della norma è stata posticipata al 30 dicembre 2022. Questa novità trasferisce sulla vittima la responsabilità di avviare l’azione penale per una serie di illeciti che prima erano perseguiti d’ufficio dallo Stato.
Cosa significa “procedibilità a querela”?
Nel diritto penale, la distinzione tra reati procedibili d’ufficio e reati procedibili a querela è fondamentale. Comprendere questa differenza è essenziale per tutelare i propri diritti.
- Procedibilità d’ufficio: Lo Stato, attraverso il Pubblico Ministero e le forze dell’ordine, avvia il procedimento penale non appena viene a conoscenza di un reato, indipendentemente dalla volontà della vittima. Questo avviene per i reati considerati più gravi, che ledono l’intera collettività (es. omicidio, rapina).
- Procedibilità a querela di parte: L’azione penale può essere avviata solo se la persona offesa manifesta esplicitamente la volontà di perseguire il colpevole. Questa manifestazione di volontà si concretizza nella “querela”, un atto formale da presentare alle autorità competenti, solitamente entro tre mesi dal giorno in cui si è avuta notizia del fatto che costituisce reato. Senza la querela, anche se le autorità sono a conoscenza del crimine, non possono procedere.
L’obiettivo della riforma è deflazionare il carico giudiziario e promuovere meccanismi di giustizia riparativa, lasciando alla vittima la decisione se attivare o meno il complesso e spesso lungo meccanismo processuale per reati che offendono principalmente la sfera individuale.
Quali reati sono diventati a querela di parte?
La riforma ha esteso il regime della procedibilità a querela a diversi reati contro la persona e il patrimonio, soprattutto quando non sono presenti circostanze aggravanti specifiche. Tra i principali reati interessati figurano:
- Lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590-bis c.p.): Salvo la presenza di aggravanti specifiche (come la guida in stato di ebbrezza grave), per procedere contro chi ha causato un incidente con feriti gravi è ora necessaria la querela della vittima.
- Furto (art. 624 c.p.): Il furto semplice, non aggravato, è diventato procedibile a querela. La procedibilità d’ufficio resta per le forme aggravate, come il furto in abitazione o il furto con strappo (scippo).
- Truffa e Frode informatica (art. 640 e 640-ter c.p.): Anche in questi casi, molto comuni nelle transazioni online, è richiesta la querela, a meno che il danno non sia di rilevante gravità o commesso ai danni dello Stato o di un altro ente pubblico.
- Sequestro di persona (art. 605, comma 1, c.p.): La forma non aggravata del reato, che si configura quando la privazione della libertà personale è di breve durata, richiede la querela.
- Violenza privata (art. 610 c.p.): Diventa procedibile a querela se non ricorrono aggravanti o se la vittima non è una persona incapace.
- Violazione di domicilio (art. 614 c.p.): Anche in questo caso, è necessaria la querela della persona offesa, salvo eccezioni.
- Danneggiamento (art. 635 c.p.): Il reato di danneggiamento semplice è ora procedibile a querela.
La procedibilità d’ufficio viene comunque mantenuta quando la persona offesa è incapace per età o per infermità, per garantire una tutela rafforzata ai soggetti più vulnerabili.
Cosa devono fare i consumatori e i cittadini
Questa modifica normativa impone ai cittadini una maggiore consapevolezza e un ruolo più attivo. Se si è vittima di uno dei reati sopra elencati, è cruciale agire tempestivamente per non perdere il diritto di ottenere giustizia. Ecco i passaggi fondamentali:
- Riconoscere la situazione: Capire se il torto subito rientra in una delle fattispecie di reato diventate procedibili a querela.
- Agire entro i termini: Il termine per presentare la querela è, di norma, di 90 giorni dal momento in cui si ha conoscenza del fatto. Superato questo termine, non sarà più possibile perseguire penalmente il responsabile.
- Presentare la querela: È possibile sporgere querela recandosi personalmente presso un ufficio delle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) o depositandola direttamente presso la Procura della Repubblica. Nell’atto è necessario descrivere dettagliatamente i fatti ed esprimere in modo chiaro la volontà che si proceda penalmente nei confronti del colpevole.
Per i reati commessi prima del 30 dicembre 2022 e per i quali era già in corso un procedimento, il Pubblico Ministero aveva il compito di informare la persona offesa della nuova necessità di sporgere querela per poter proseguire con l’azione penale.
È quindi fondamentale non sottovalutare l’importanza di questo atto formale. L’inerzia della vittima comporta, di fatto, l’impossibilità per lo Stato di punire il colpevole.
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