Il diritto alla pensione di reversibilità non si estingue necessariamente con la fine del matrimonio. Anche il coniuge divorziato può, in determinate circostanze, beneficiare del trattamento previdenziale maturato dall’ex coniuge defunto. Tuttavia, l’accesso a questa prestazione non è automatico ed è subordinato al rispetto di requisiti specifici stabiliti dalla legge, pensati per garantire una continuità di sostegno economico solo in precise condizioni.
Requisiti per il Diritto alla Pensione di Reversibilità
Perché l’ex coniuge possa richiedere e ottenere la pensione di reversibilità, devono essere soddisfatte simultaneamente tre condizioni fondamentali. La mancanza anche di uno solo di questi requisiti esclude la possibilità di accedere al beneficio.
- Titolarità dell’assegno divorzile: Il richiedente deve essere titolare di un assegno di divorzio versato periodicamente dall’ex coniuge defunto. Questo è il presupposto chiave, poiché la pensione di reversibilità è vista come una prosecuzione del sostegno economico che veniva garantito dall’assegno.
- Stato civile: L’ex coniuge non deve essersi risposato. Un nuovo matrimonio, infatti, fa cessare il diritto alla pensione di reversibilità, in quanto si presume che il nuovo legame coniugale crei un nuovo obbligo di assistenza materiale.
- Anteriorità del rapporto pensionistico: Il rapporto di lavoro o contributivo da cui deriva la pensione del defunto deve essere iniziato prima della data della sentenza di divorzio.
L’Importanza dell’Assegno Divorzile Periodico
Un aspetto cruciale, spesso oggetto di contenzioso, riguarda la natura dell’assegno divorzile. La giurisprudenza ha chiarito in modo definitivo che il diritto alla reversibilità spetta solo a chi percepiva un assegno periodico. Se gli accordi di divorzio hanno previsto la liquidazione dei rapporti economici con un versamento in un’unica soluzione, noto come “una tantum”, il diritto alla pensione di reversibilità viene meno.
La logica di questa distinzione è precisa: l’assegno periodico ha una funzione assistenziale continuativa, che la pensione di reversibilità prosegue dopo il decesso. L’assegno “una tantum”, invece, chiude definitivamente ogni rapporto economico tra gli ex coniugi, eliminando il presupposto solidaristico su cui si fonda il trattamento di reversibilità.
Ripartizione in Caso di Concorso con il Coniuge Superstite
Una delle situazioni più complesse si verifica quando il defunto si era risposato e lascia, quindi, sia un coniuge superstite sia un ex coniuge divorziato con diritto alla reversibilità. In questo caso, entrambi hanno diritto a una quota della pensione. La ripartizione non è fissa, ma viene stabilita da un giudice in base a diversi criteri ponderati.
I principali elementi presi in considerazione per determinare le quote sono:
- Durata dei rispettivi matrimoni: Viene valutata la durata legale di ciascun matrimonio.
- Durata della convivenza prematrimoniale: Se stabile ed effettiva, anche la convivenza prima del matrimonio con il coniuge superstite può essere considerata.
- Condizioni economiche: Si analizza lo stato di bisogno economico di entrambi i richiedenti (l’ex coniuge e il coniuge superstite).
- Entità dell’assegno divorzile: L’importo dell’assegno che veniva corrisposto all’ex coniuge è un fattore rilevante nella valutazione.
Il giudice ha il compito di bilanciare questi elementi per arrivare a una ripartizione equa, che tenga conto della storia dei legami e delle necessità attuali dei beneficiari.
Come Presentare la Domanda all’INPS
Il coniuge divorziato che ritiene di possedere i requisiti necessari può presentare la domanda per la pensione di reversibilità direttamente all’INPS. Le modalità disponibili sono diverse e pensate per venire incontro alle esigenze dei cittadini:
- Online: Utilizzando il servizio dedicato sul sito ufficiale dell’INPS, accessibile tramite SPID, CIE o CNS.
- Patronati e intermediari: Rivolgendosi a un istituto di patronato, che offre assistenza gratuita per la compilazione e l’invio telematico della domanda.
- Contact Center: Chiamando il numero verde dell’INPS per ricevere assistenza telefonica.
È consigliabile preparare tutta la documentazione necessaria, inclusa la sentenza di divorzio e i documenti che attestano la titolarità dell’assegno divorzile, per semplificare la procedura.
Diritti e Tutele per i Consumatori
Se l’ex coniuge superstite decede o contrae un nuovo matrimonio, il coniuge divorziato che già percepiva una quota della pensione ha diritto a ottenere l’intero trattamento. Il suo diritto, infatti, si espande fino a coprire la totalità della prestazione, venendo meno il concorso con l’altro avente diritto. Questo principio garantisce che il sostegno economico non venga interrotto o ridotto ingiustamente.
Comprendere questi meccanismi è fondamentale per tutelare i propri diritti. In caso di dubbi sulla sussistenza dei requisiti o di controversie con il coniuge superstite, è importante agire con consapevolezza.
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