La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato, a prescindere da un’eventuale addebito di colpa. Questo diritto, consolidato da tempo dalla giurisprudenza e recepito ufficialmente dall’INPS, mira a garantire una continuità di sostentamento al coniuge superstite, equiparandolo di fatto a un coniuge non separato ai fini previdenziali.

A chi spetta la pensione di reversibilità dopo la separazione?

Il diritto alla pensione di reversibilità per il coniuge separato è un punto fermo del sistema previdenziale italiano. La tutela scatta indipendentemente dalle cause che hanno portato alla fine della convivenza. In passato, gli enti previdenziali potevano sollevare obiezioni in caso di separazione con addebito, ma questo orientamento è stato superato.

Con la circolare n. 19 del 1° febbraio 2022, l’INPS ha chiarito in modo definitivo che il coniuge separato, anche con addebito o senza diritto agli alimenti, è equiparato in tutto e per tutto al coniuge superstite. Per accedere alla prestazione, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali:

  • Sussistenza del vincolo coniugale: Al momento del decesso, il matrimonio deve essere ancora legalmente valido, sebbene sospeso dagli effetti della separazione.
  • Titolarità della pensione: Il coniuge defunto doveva essere titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anzianità, inabilità) o aver maturato i requisiti per ottenerla.
  • Anteriorità dell’iscrizione: L’iscrizione del defunto all’ente previdenziale deve essere avvenuta prima della data della sentenza di separazione.

Non è quindi necessario che il coniuge superstite fosse titolare di un assegno di mantenimento per avere diritto alla reversibilità. La legge presume che il legame economico e di potenziale assistenza derivante dal matrimonio non si estingua con la sola separazione.

Come viene calcolato l’importo?

L’importo della pensione di reversibilità viene calcolato in percentuale rispetto alla pensione che percepiva o che sarebbe spettata al coniuge defunto. Le quote variano in base alla composizione del nucleo familiare superstite:

  • Solo il coniuge: 60% della pensione del defunto.
  • Coniuge e un figlio: 80% della pensione, da ripartire tra i due.
  • Coniuge e due o più figli: 100% della pensione, da ripartire tra tutti gli aventi diritto.

È importante notare che l’importo può subire delle riduzioni se il beneficiario possiede altri redditi. La normativa prevede un meccanismo di incumulabilità che taglia l’assegno in base a specifiche soglie di reddito, calcolate sul trattamento minimo annuo della pensione. Le riduzioni sono le seguenti:

  • Riduzione del 25%, se il reddito supera di 3 volte il trattamento minimo INPS.
  • Riduzione del 40%, se il reddito supera di 4 volte il trattamento minimo INPS.
  • Riduzione del 50%, se il reddito supera di 5 volte il trattamento minimo INPS.

Tuttavia, queste riduzioni non si applicano se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, studenti o inabili, garantendo così una maggiore protezione economica alle famiglie più vulnerabili.

Diritti, tutele e procedura per i consumatori

Ottenere la pensione di reversibilità non è un processo automatico, ma richiede un’azione diretta da parte del coniuge superstite. È fondamentale conoscere i passaggi da seguire e i propri diritti per non perdere questa importante forma di tutela.

Come e quando presentare la domanda

La domanda per la pensione di reversibilità deve essere presentata all’ente previdenziale competente (solitamente l’INPS) dopo il decesso del coniuge. La richiesta può essere inoltrata online tramite il portale dell’ente, oppure rivolgendosi a un patronato. La domanda è valida anche per richiedere eventuali ratei di pensione maturati dal defunto e non ancora riscossi. Il diritto a percepire questi arretrati si prescrive nel termine di dieci anni.

Incompatibilità con altre prestazioni

Un aspetto cruciale da considerare è l’incompatibilità della pensione di reversibilità con alcune prestazioni assistenziali. Chi percepisce l’assegno sociale o la pensione sociale perde il diritto a queste ultime nel momento in cui diventa titolare della reversibilità. L’ente previdenziale provvederà a revocare le prestazioni assistenziali a partire dalla data di decorrenza della nuova pensione.

Conoscere i propri diritti è il primo passo per farli valere. La pensione di reversibilità rappresenta una tutela essenziale per il coniuge separato, garantendo una stabilità economica dopo la perdita del partner.

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Di admin