Nell’immaginario comune, la figura dell’avvocato è spesso associata a quella di un combattente, un professionista agguerrito che lotta in tribunale per affermare i diritti del proprio cliente. Sebbene questo approccio, definito “verticale” o avversariale, sia una componente fondamentale della professione legale, rappresenta solo una delle dimensioni possibili. Un avvocato moderno e completo, o “multidimensionale”, è in grado di offrire strategie alternative che possono rivelarsi più efficaci e vantaggiose per il consumatore, superando la logica del semplice scontro legale.

Il modello tradizionale: l’avvocato come “guerriero”

L’approccio tradizionale vede l’avvocato come un “guerriero” che opera principalmente in un contesto di conflitto. Questa visione si basa su una dinamica verticale, in cui il professionista si rivolge a un’autorità superiore, il giudice, per ottenere una decisione che determini un vincitore e uno sconfitto. Il lavoro si concentra sul passato, ricostruendo meticolosamente i fatti per dimostrare una violazione di legge e ottenere un risarcimento o una sanzione.

Questo modello, pur essendo indispensabile in molte situazioni, presenta alcuni limiti significativi:

  • Focalizzazione sul conflitto: Invece di risolvere il problema alla radice, l’approccio avversariale tende a esacerbare le tensioni tra le parti.
  • Trascuratezza delle relazioni: In contesti come il diritto di famiglia o i rapporti commerciali, una battaglia legale può distruggere legami che potrebbero o dovrebbero continuare nel tempo.
  • Costi e tempi elevati: Le procedure giudiziarie sono spesso lunghe, costose e dall’esito incerto.
  • Soluzioni rigide: La sentenza di un tribunale è spesso una soluzione standardizzata che non sempre risponde alle esigenze reali e profonde delle persone coinvolte.

In questo scenario, l’avvocato agisce in modalità “rewind”, guardando indietro per attribuire colpe e responsabilità, senza necessariamente costruire una soluzione sostenibile per il futuro.

Oltre il conflitto: l’avvocato come “problem solver” e “designer”

Un approccio più evoluto alla professione legale introduce due nuove figure: l’avvocato come risolutore di problemi (problem solver) e come progettista (designer). Questi ruoli non sostituiscono quello del combattente, ma lo integrano, offrendo al cliente un ventaglio di opzioni più ampio e strategico. L’obiettivo si sposta dalla vittoria in tribunale alla risoluzione efficace e duratura del problema.

Questo modello opera in modalità “fast forward”, ovvero guardando al futuro. L’avvocato non si limita a reagire a un problema già sorto, ma agisce in modo proattivo per prevenirlo o per gestirlo in modo costruttivo. Le sue competenze si estendono oltre la conoscenza delle norme, includendo capacità di comunicazione, negoziazione e comprensione dei contesti umani, sociali ed economici.

Le strategie dell’avvocato multidimensionale

Un professionista che adotta questo approccio orizzontale e collaborativo utilizza strumenti diversi dalla semplice causa in tribunale. L’attenzione si sposta dalle regole formali al consenso e alla negoziazione diretta tra le parti, con l’obiettivo di trovare soluzioni creative e reciprocamente vantaggiose. Tra le strategie impiegate troviamo:

  • Prevenzione dei conflitti: Strutturare contratti, accordi e ambienti (lavorativi, familiari, commerciali) in modo da minimizzare il rischio che sorgano problemi legali.
  • Risoluzione Alternativa delle Controversie (ADR): Promuovere attivamente strumenti come la mediazione, la conciliazione e l’arbitrato, che permettono alle parti di risolvere le dispute in modo più rapido, economico e meno traumatico.
  • Comunicazione e cooperazione: Facilitare un dialogo costruttivo tra le parti, anche quando assistite da legali diversi, per esplorare soluzioni condivise.
  • Responsabilizzazione del cliente: Coinvolgere attivamente il cliente nel processo decisionale, aiutandolo a comprendere le implicazioni delle diverse scelte e a partecipare alla costruzione della soluzione.

Quali sono i vantaggi concreti per il cliente?

Scegliere un avvocato con un approccio multidimensionale può tradursi in benefici tangibili e significativi. Non si tratta solo di una diversa filosofia professionale, ma di un modo di operare che mette al centro gli interessi reali e a lungo termine del cliente.

I principali vantaggi includono:

  1. Soluzioni su misura e durature: Invece di una vittoria che potrebbe compromettere relazioni importanti, si cercano soluzioni che risolvano il problema alla radice e che siano sostenibili nel tempo. Ad esempio, in una disputa commerciale, una rinegoziazione dell’accordo può essere più proficua di una causa che porrebbe fine al rapporto di lavoro.
  2. Risparmio di tempo e denaro: Le procedure di risoluzione alternativa sono generalmente molto più veloci ed economiche rispetto a un lungo e complesso iter giudiziario.
  3. Maggiore controllo sul risultato: Nella mediazione o nella negoziazione, le parti mantengono il controllo del processo e dell’esito finale, lavorando insieme per trovare un accordo che soddisfi entrambi, a differenza di una sentenza imposta da un terzo.
  4. Riduzione dello stress psicologico: Evitare l’animosità e la tensione di una battaglia legale contribuisce al benessere emotivo delle persone coinvolte.
  5. Tutela delle relazioni: L’approccio collaborativo è fondamentale per preservare i rapporti personali o professionali che devono continuare anche dopo la risoluzione del conflitto, come tra ex coniugi con figli o tra soci in affari.

In definitiva, l’avvocato non è più solo un esperto di leggi da consultare quando il problema è già esploso, ma un vero e proprio consulente strategico che aiuta a navigare le complessità legali della vita e del lavoro in modo proattivo e costruttivo.

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Di admin